L’ARRIVO IN ITALIA DI CRISTIANO RONALDO E LA NOSTALGIA PER IL “CAMPIONATO PIÙ BELLO DEL MONDO”

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Un’occhiata alla biografia

L’arrivo di Cristiano Ronaldo: PUNTO DI SVOLTA PER LA JUVENTUS

Fin dagli anni settanta, siamo alle prese con tecnici sedicenti maghi bravissimi nell’esporre la bontà dei loro schemi, che hanno il sopravvento sul singolo. “Il campione al servizio del collettivo” è un mantra divenuto ossessivo dalla metà degli anni Ottanta, quando in Italia inizia ad imperversare l’idea sacchiana! Nonostante questo, nell’ultimo decennio ha preso piede un fenomeno: il giocatore-azienda. Leo Messi, Cristiano Ronaldo e il brasiliano Neymar ne sono gli esempi più fulgidi. Si tratta di personaggi che, da soli, muovono ingentissime quantità di capitali, grazie ad ingaggi faraonici, a cui vanno aggiunti gli introiti derivanti da diritti d’immagine e sponsorizzazioni finora a pannaggio di chi svolge uno sport individuale.
Dopo lo stadio di proprietà, la Juventus ha deciso di investire su una di queste figure. Se dal punto di vista agonistico tanto sforzo economico per untrentatreenne lascia qualche dubbio, il giro d’affari connesso col suo arrivo sembra integrarsi alla perfezione col modello perseguito dalla società bianconera. Con l’arrivo di Cristiano Ronaldo la Juventus ha la possibilità concreta di aumentare il proprio fatturato a livello dei top team europei, nonostante non possa contare sugli stessi introiti derivanti dai diritti televisivi.

L’arrivo di Cristiano Ronaldo: LE POSSIBILI RICADUTE SULLA SERIE A

Proprio la vendita dei diritti televisivi costituisce la principale fonte d’introiti delle società italiane. Con gli spettatori in calo costante, il merchandising ridotto a mera attività di contorno, per le partecipanti alla massima serie italiana diventa veramente arduo tenere il passo con le altre squadre del continente. A poco a poco, l’Italia ha smesso di rappresentare l’Eldorado per gli artisti del pallone, attratti principalmente dalle possibilità offerte da campionati come quello spagnolo ed inglese, in primis, seguiti da Germania, Francia e Portogallo. Così depauperata di contenuti tecnici, la serie A è divenuta meno appetibile anche per le Tv. Senza dubbio la presenza di Cristiano Ronaldo, uno dei principali motori del calcio attuale, non può far altro che attrarre l’attenzione dei media. Non a caso, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, attivo con grande profitto nel mondo dell

Juventus-Real Madrid 0-3: la prodezza di Cristiano Ronaldoo show business, avrebbe voluto chiudere l’operazione per il suo Napoli già a primavera (con uno prestito) prima di discutere la vendita dei diritti della Serie A, con maggiore profitto per tutti!

L’arrivo di Cristiano Ronaldo: QUANTA NOSTALGIA PER IL “CAMPIONATO PIÙ BELLO DEL MONDO!

Per quanto descritto finora, l’arrivo di Cristiano Ronaldo nella nostra serie A sarà senz’altroun’operazione perfetta dal punto di vista del marketing, soprattutto per la Juventus. A far tristezza è il constatare che un personaggio simile arriva in Italia a fine carriera, quando la nostra serie A ha visto esibirsi per anni i migliori giocatori, nel pieno delle loro potenzialità. Per anni abbiamo potuto godere di un vero “campionato del mondo per club”, con l’apoteosi all’inizio degli anni duemila. Pigrizia mentale e miopia hanno portato a questo stato di cose, con riflessi negativi anche sulla nostra nazionale. Al di là della presenza dei tanti stranieri nelle rose, pochi sono gli italiani capaci di “sfondare” in leghe una volta considerate più agevoli delle nostre.
In sintesi, l’arrivo di Cristiano Ronaldo, grande campione a fine carriera, ci rimanda ad un calcio che fu, quando i grandi calciatori terminavano la loro vicenda agonistica in provincia. Mai vorremmo dover constatare che la nostra serie A sta diventando un “campionato di provincia”!
Quanta nostalgia per il “campionato più bello del mondo”!