L’IMPRESA DELLA ROMA: UN CALCIO SALUTARE ALLE CERTEZZE!

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riadattare le strutture?

Roma-Barcellona 3-0: LA SERATA PERFETTA

Quanto accaduto ieri sera allo Stadio Olimpico di Roma, entrerà nell’album dei ricordi di tutti gli amanti del calcio, un po’ come avvenuto per la grande rimonta portata a termine nel 1965 dall’Inter sul Liverpool o quella del 1984, per altro discussa, degli stessi giallo-rossi sugli scozzesi del Dundeee United. A differenza ddei precedenti qui citati-, in pochi questa volta lo credevano possibile, nonostante la buona prova offerta in Spagna. I catalani sono giunti a Roma col morale alle stelle, forti di un cammino pressoché perfetto sia nel loro campionato, sia in Champion’s. Al contrario, la Roma è arrivata all’appuntamento dopo la netta sconfitta interna contro la Fiorentina. Qualche acciacco di troppo e l’oggettiva differenza di tasso tecnico, facevano il resto!
Fin dai primi minuti, però si è capito che qualcosa poteva e doveva succedere! Edwin Dzeko si dimostra leader bissando in apertura il goal dell’andata, quello al quale ci si aggrappava per poter pensare all’impresa! La qualificazione non era certo in discussione, ma i capitolini erano sulla strada giusta per uscire con onore, dimostrando quanto bugiardo era stato il responso della partita d’andata!
La prima frazione di gara scorre via col Barcellona in controllo della situazione, mentre la Roma prova a mettere ulteriore paura, senza prestare il fianco agli attacchi catalani. Nella ripresa gli uomini di EEusebio Di Francesco aumentano i giri, alla ricerca dell’episodio che potrebbe riaprire tutti i discorsi. Ed eccolo! Un calcio di rigore trasformato da Capitan De Rossi, l’uomo che ha ereditato il ruolo di Francesco Totti! L’ambiente s’infiamma, si può sognare! A nove minuti dal termine arriva la zuccata vincente del greco Manolas che manda in visibilio i tifosi allo stadio e quelli seduti davanti alla TV: Roma-Barcellona 3-0! A questo punto arriva anche il difficile: resistere alla probabile ondata azurgrana per riprendere per i capelli la qualificazione! Il Barca cerca infatti di schiacciare i giallo-rossi. Qualche grattacapo lo creano una gran parata di Alison e una conclusione che vola alto. Poca roba, tuttavia! I minuti di recupero, lunghissimi, la Roma li affronta con maturità da grande squadra, andando a giocare nella metà campo avversaria, con Dzeko che guadagna un calcio di punizione prezioso come l’oro con la palla che rimane a lungo tra i piedi dei romanisti. Alla fine arriva il triplice fischio a certificare l’impresa: la Roma è in semifinale!

Roma-Barcellona 3-0: ALCUNE DOVEROSE RIFLESSIONI

Smaltita l’emozione di aver assistito ad una pagina autentica di storia del calcio, alcune riflessioni sorgono spontanee! Innanzitutto quale lezione possiamo trarne?
Un capitolo presente nella nostra sezione dedicata alla storia del calcio è intitolato 1990 - 1996: L'ERA SACCHIANA E LA GRANDE ILLUSIONE, ciò a significare il nostro occhio critico nel valutare complessivamente l’opera di Arrigo Sacchi. Ciò nonostante, il tecnico di Fusignano ha lasciato due concetti che andrebbero sempre tenuti a menti e che, a nostro modesto parere, sono stati il life-motiv della partita di ieri sera:

  • difendere ad oltransa soprattutto contro le grandi squadre diventa contro-producente;
  • la somma dei talenti spesso non è sufficiente a contrastare un’ottima organizzazione di squadra.
  • Il dispositivo inventato da Di Francesco ha consentito ai capitolini di schiacciare psicologicamente l’avversario, incapace di trovare le giuste contro misure! E le stelle catalane per una sera sono state a guardaresenza poter mai incidere realmente sul risultato.
    Uscendo dalla stretta realtà, si noti che il Barcellona è la terza vittima eccellente di questa competizione, dopo l’ultra milionario Paris Saint Germain battuto e mai in corsa contro il Real Madrid e il Manchester City (altro badget da paura) estromesso senza se e senza ma dal Liverpool, privato anche del suo gioiello Coutinho approdato in Catalunia a gennaio a suon di milioni. Blasone, storia e risorse finanziarie non costituiscono garanzia di risultati e vittorie in un panorama calcistico sempre più equilibrato. In tutti, giocatori in primis, dovrebbe nascere la consapevolezza che tutti ormai sanno “stare in campo”! Ne abbiamo avuto una riprova nel turno di Coppa Italia di dicembre, quando il Pordenone, squadra di serie C, ha costretto ai rigori l’Inter, al momento capolista della nostra serie A. Sì, la nostra bistrattata Serie A, capace di mandare una squadra tra le 4 grandi d’Europa in tre delle ultime quattro edizioni della coppa dalle grandi orecchie!