LA MOZIONE 434 DEL CONSIGLIO COMUNALE DI VERONA: UN BOOMERANG PER TUTTI!

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LA MOZIONE 434 PER SOMMI CAPI

La mozione che tanto sta facendo discutere l’intero Paese, prende le mosse dalla considerazione che alcuni punti della legge 194 non hanno trovato piena applicazione negli anni. Per tanto, Alberto Zelger, docente di matematica in forza alla Lega e primo firmatario del documento, afferma che: ” (…) si ritiene che anche il Comune debba adoperarsi per la diffusione di una cultura di accoglienza della vita”. Nel lungo cappello introduttivo (quasi tre pagine), inoltre, viene posto l’accento sul quanto la pratica dell’aborto stia incidendo sul calo demografico della nazione intera. Dopo la lunga premessa, arrivano i tre punti programmatici della mozione nei quali l’amministrazione si impegna:

  • 1) “inserire nel prossimo assestamento di bilancio un congruo finanziamento ad associazioni e progetti che operano nel territorio del comune di Verona”.
    Nel testo della mozione ne vengono indicate 2: il progetto Gemma e Chiara.
    Il “progetto Gemma” della Fondazione Vita Nova offre un contributo economico per la durata della gravidanza e l’anno successivo alle donne incinte che sarebbero intenzionate a “non accogliere il proprio bambino”, così come a livello locale fa il “progetto Chiara”, portato avanti dall’associazione cattolica veronese Centro Diocesano Aiuto Vita.
  • 2) a promuovere il progetto regionale “Culla segreta”, stampando e diffondendo i suoi manifesti pubblicitari nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali”. Si tratta di un’iniziativa promossa dall’Assessorato alla Sanità della Regione Veneto, che per altro non riesce a decollare.
  • 3) “A proclamare ufficialmente Verona “città a favore della vita” … “. Una riga che, probabilmente, riassume in sè l’intera filosofia della mozione stessa.
  • Mozione 434 del Consiglio del Comune di Verona: ACCUSE DI OSCURANTISMO ALLA CITTÀ DI GIULIETTA E ROMEO

    “Così non va. Non si procede con colpi di mano ideologici su temi così delicati. Non si rispetta la vita se non si rispettano le scelte delle donne, soprattutto quando sono difficili come lo è quella di> interrompere una gravidanza. L’Italia ha una legge seria, la 194, che va applicata”. Sono le parole pronunciate dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, non appena appresa la notizia dell’approvazione della Mozione 434 del Comune di Verona, tra l’altro anche col voto della Capo Gruppo scaligera del Partito Democratico, di cui lui stesso aspira alla leadership. Ancor più veementi arrivano gli attacchi da parte della deputata veronese Alessia Rotta la quale parla senza mezzi termini di: “schiaffo” alle donne, per le quali si riaprono tristi scenari di un passato nemmeno troppo lontano. La stessa ex Presidente della Camera Laura Boldrini evoca il ritorno delle mammane, a causa di questa mozione.
    Sul territorio veronese, il gruppo di protesta “Non una di meno” rileva come la mozione finisca per favorire: “associazioni cattoliche a scopo di lucro che hanno l’obiettivo di promuovere iniziative contro l’aborto”.

    Mozione 434 del Comune di Verona: FONDAMENTI GIURIDICI

    Per contro, l’approvazione dell’ormai famigerata mozione 434 è stata commentata positivamente dal senatore leghista, Simone Pillon, noto per il suo disegno di legge sull’affido condiviso dei figli: “Dopo aver letto la delibera posso dire che non capisco davvero perché indignarsi se il comune scaligero, nel pieno rispetto della legge, decide di aiutare le donne in difficoltà a proseguire la gravidanza”. In effetti, scorrendo il testo approvato nel 1978, troviamo, a supporto del documento:

  • evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.”
  • (art. 2) “(…) contribuire a far superare le cause che possono portare all’interruzione della gravidanza” (…) “I consultori sulla base di appositi regolamenti o convenzioni possono avvalersi, per i fini previsti dalla legge, della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita.” (…)
  • C’è poco da dire: tecnicamente la Mozione 434 ha tutte le ragioni di liceità, proponendo attività ampiamente previste dalla normativa stessa. Pertanto le accuse di oscurantismo sarebbero da respingere tranquillamente al mittente! Di mezzo, però, c’è un condizionale: non a caso!

    La mozione 434 del Comune di Verona: POLEMICHE E CADUTE

    Già prima della sua approvazione, il documento in questione era sulla bocca di tutti per un episodio legato ad un presunto saluto romano rivolto dal consigliere Andrea Bacciga – uno dei firmatari – alle rappresentanti del movimento “non una di meno” intervenute vestite da ancella medioevale nella seduta dello scorso 26 luglio. In quell’occasione la mozione non è stata nemmeno discussa, per poi essere ripresentata ed approvata lo scorso 4 ottobre. A far discutere, questa volta, non è solo il testo, ma anche il voto favorevole del consigliere capo-gruppo del Partito Democratico Paola Padovani. Scontato il disappunto dei colleghi del principale partito d’opposizione, con richieste di dimissioni quanto meno dal ruolo di capogruppo. La Padovani si difende appellandosi al diritto di decidere secondo coscienza. A nostro modestissimo parere, il consigliere Padovani avrebbe potuto agire in altro modo, non certo andando contro al sentire della maggioranza della formazione politica che in quel momento stava rappresentando, ad esempio esprimendo il proprio consenso personale al documento, pur specificando la necessità di votare contro, proprio in virtù del ruolo da lei ricoperto.
    Se Sparta piange, Atene ha ben poco da ridere, pur essendo uscita vittoriosa dalla contesa. A togliere il sorriso, ironia della sorte, sono le dichiarazioni rilasciate dal primo firmatario Alberto Zelger al programma radiofonico: “La Zanzara”.
    Pur comprendendo il prevedibile stato emotivo di Zelger di fronte al continuo incalzare dei conduttori, lasciano vasiti alcune considerazioni. Pur non approvando alcune condotte di vita, un rappresentante delle istituzioni non può permettersi di etichettare come “sciagura” le stesse, soprattutto quando non infrangono la legge, quella legge che lui stesso intende far rispettare nella sua pienezza diventando primo firmatario ed estensore di una mozione. Quando poi indica nella contracezione l’estrema ratio, dimentica che l’articolo 15 della 194 contempla l’implementazione di attività delle istituzioni atte ad informare proprio circa i metodi contraccettivi. Non basta: l’aver indicato nelle linee guida conclusive due progetti di associazioni cattoliche, pone legittimi dubbi sull’intero spirito della mozione stessa, avvalorando le critiche di chi la ritiene una via per finanziare associazioni amiche. In effetti, quanto richiesto nella mozione, sarebbe espressamente compito dei consultori (si legga l’articolo 5 della legge 194) i quali, spesso, è opinione condivisa che non abbiano adempiuto in pieno all’onere. ù
    Sarebbe opportuna la nascita di un’associazione di matrice laica che si impegnasse nella direzione indicata dalla mozione 434 stessa, se non altro per andare a scoprire il gioco nascosto nella stessa!

    La mozione 434 del Consiglio comunale di Verona: CONCLUSIONI

    Dall’analisi di quanto avvenuto (si spera il più oggettiva possibile) risulta lampante che nessuno ne esce con l’immagine pulita. Le opposizioni hanno avuto il torto di aver presentato il documento come un attacco ad un diritto sacrosanto di autodeterminazione, ignorando cquanto contenuto nel testo di legge stesso e di aver gettato sull’intera città di Verona l’accusa di oscurantismo. La maggioranza, dal canto suo, ha fatto ben poco per fugare tutti i dubbi; anzi! Le dichiarazioni del post voto e l’atteggiamento tenuto col gruppo di protesta “non una di meno” sembrano dare credibilità alle accuse della fazione opposta! Un pasticcio, insomma, di cui tutti sono responsabili!
    Spiace solo che ad uscirne male (sotto tutti i punti di vista) sia ancora una volta l’immagine di una delle più belle città d’Italia!


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    EPILOGO MOZIONE 434