LA 32a GIORNATA 2017-18 DI SERIE A TRA POLEMICHE E SAPORE RETRÒ

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LA SITUAZIONE DELLA SERIE A

32a giornata 2017-18: JUVE VERSO LA “SETTIMA MERAVIGLIA”

Nel periodo di nostra colpevole vacanza da questo appuntamento, la Serie A 2017-18 si è chiusa, riaperta per poi prendere la strada di un destino che sembra ineluttabile: la conferma dello scudetto sulle maglie della Juventus per il settimo anno consecutivo. Il pareggio bianconero di Ferrara, alla vigilia dell’andata della partita di Champion’s contro il Real Madrid, ha illuso tutti di poter godere di un finale punto a punto. Sassuolo e Milan, però, hanno fermato la corsa del Napoli e, alla vigilia dello scontro diretto, gli uomini allenati da Massimigliano Allegri si trovano un vantaggio di sei punti: due vittorie! E dire che, sul piano mentale, non è stato un periodo dei più semplici per i Campioni d’Italia in carica. Superati gli ottavi di finale contro il Tottenham, Buffon e compagni sono stati abbinati al Real Madrid. A Torino gli spagnoli escono trionfanti, nella serata che passerà alla storia per l’incredibile goal di Cristiano Ronaldo. Non mancano i motivi di recriminazione per il rigore negato a Quadrado in chiusura del match, ma il 3 a 0 subito lsembrava aver chiuso ogni discorso di qualificazione. Pronta la reazione in campionato viatico per una trasferta dal pronostico apparentemente chiuso.

La 32a giornata 2017-18 DOPO LA FOLLE SETTIMANA DI COPPE

Pure l’altra formazione impegnata in Champion’s League, la Roma, è arrivata al ritorno dei quarti di di finale con un pronostico praticamente chiuso. Sul terreno del Barcellona i romanisti hanno giocato decisamente bene; nonostante questo, sono tornati a casa con un passivo di tre reti, frutto di due autogol ed uno svarione da calcio dilettante. Pesano anche alcune decisioni arbitrali discutibili: solo il gol siglato da Dzeko lascia qualche appiglio per una rimonta al limite del fantascientifico.
Martedì 10 aprile i tifosi presenti all’Olimpico e quelli seduti davanti alla Tv vivono una pagina di storia del calcio: la Roma manda in tilt il complesso meccanismo di gioco catalano e, con pazienza e sagacia sovverte il pronostico, tanto da indurre noi stessi a dedicarle un editoriale doveroso!
Ventiquattr’ore più tardi a Madrid va in scena l’incredibile: la Juventus passa in vantaggio, raddoppia e a metà del secondo tempo impatta il 3 a 0 dell’andata. I padroni di casa reagiscono, ma gli uomini di Massimigliano Allegri sembrano controllare la situazione. A 30 secondi dal termine arriva un cross in area bianconera, il solito Cristiano Ronaldo sale in cielo per addomesticare una palla per il piccolo Vasquez, sul quale entra in modo poco ortodosso il difensore Benattiah! È calcio di rigore, praticamente una sentenza! Saltano i nervi ad arbitro e giocatori e a farne le spese è il capitano juventino Buffon, per il quale la serata di Madridè destinata a rappresentare il commiato dalla Champion’s League. Come volevasi dimostrare, Cristiano Ronaldo trasforma il penalty senza particolari problemi, nonostante la baraonda e i tentativi lecidti o meno degli avversari di fargli perdere la concentrazione. Svanisce tra veleni e polemiche il sogno di assestare un doppio colpo infernale all’autostima del movimento iberico.
Quasi a riprova che il magic moment è svanito, arriva la sera seguente l’incredibile rimonta subita dalla Lazio sul terreno del Salisburgo, battuto 4 a 2 all’andata ed in svantaggio per 1 a 0 a mezz’ora dalla fine delle partite. In quattro minuti i bianco-celesti della Capitale si sono trovati dal possibile 2 a 1, causa gol letteralmente divorato dallo spagnolo Luis Alberto, al 4 a 1 per i padroni di casa, che riportano in auge un movimento da anni lontanissimo dai vertici in cui è sempre stato abituato nella prima metà del XX secolo!

32a Giornata 2017-18 DAL SAPORE ANTICO VELATO DI POLEMICHE

A tener banco, dalle 23 di mercoledì 11 aprile è la questione del rigore dato al Real Madrid e la durissima reazione del capitano della Juventus Gigi Buffon. Nelle dichiarazioni rilasciate nella mixed zone del Bernabeu, il portiere parla di mancanza di sensibilità del direttore di gara: innanzitutto nel concedere un rigore dubbio, soprattutto quando nella partita d’andata ne è stato negato uno netto alla Juventus e successivamente nel non accettare la dura reazione della squadra, espellendolo in quella che sarebbe diventata la sua ultima partita a livello internazionale.
Reazione comprensibile, ma non giustificabile, dopo una partita vissuta con l’adrenalina a mille, cullando un sogno autentico, svanito per il solito episodio dubbio in casa Real! In effetti anche a noi rimane il dubbio che a parti invertite, il rigore non sarebbe stato dato! Ciò detto, la pretesa di una direzione di gara modulata su eventuali errori di una partita precedente, ci sembra una richiesta quanto meno discutibile! Piuttosto sarebbepiù opportuno cercare di comprendere le ragioni per cui sui campi di Real e Barcellona episodi simili continuino ad essere all’ordine del giorno.
L’ambiente gioca senz’altro un ruolo determinante nell’influenzare molti direttori di gara. Il blasone delle squadre unito alla veemenza di centomila individui urlanti tolgono senz’altro lucidità a chi deve sovraintendere al buon andamento della partita. Questo è un fattore a cui dovrebbero pensare le società che progettano stadi di proprietà a capienza ridotta, nel nome di: “piccolo è bello”.
Sul piano tecnico, resta qualche dubbio circa la gestione degli ultimi venti minuti, quando il tecnico juventino non ha effettuato cambi, lasciando sul terreno giocatori chiaramente in debito d’ossigeno, facendosi rintanare pericolosamente dal Real. Una gestione che ci ha riportato indietro di molti anni, come il numero di gol realizzato nella 32a giornata 2017-18: assai pochi: 1,4 a partita, come avveniva negli anni settanta ed ottanta.

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