N. 20: PER UN “MONDO” CHE CI LASCIA! Omaggio ad Emiliano Mondonico

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Con viva tristezza scriviamo queste righe di saluto ad Emiliano Mondonico, l’ultimo dei romantici del calcio. Classe 1947 ha visto la serie A da calciatore con la maglia del Torino, terminando la sua carriera in serie B con quella della Cremonese. Genio e sregolatezza sono state le sue caratteristiche peculiari. Se da giovane gli hanno chiuso le porte della gloria, relegandolo al ruolo di comprimario di buon livello, quando ha deciso di sedersi in panchina, gli hanno permesso di comprendere e gestire i ragazzi più turbolenti a sua disposizione.
Non allena in società di primissimo livello, ma si guadagna il suo posto nella storia del calcio italiano: nel 1984 riporta in serie A la Cremonese e lancia il giovanissimo Gian Luca Vialli. Con Nessuno a Cremona gli chiede la salvezza: la rosa è oggettivamente inferiore a tutte quelle delle altre 15 partecipanti, ma la squadra disputa sempre partite dignitose, togliendosi anche qualche soddisfazione.
Nel 1987 passa all’Atalanta in serie B, conquistando nello stesso anno la promozione e portando gli orobici alla semifinale di Coppa delle Coppe, disputata contro il Malines vincitore del trofeo. Rimane a Bergamo fino al 1990, qualificando la Dea in Coppa UEFA per due stagioni consecutive.
Nel 1990 torna al Torino con i galloni di grande tecnico emergente del panorama dell’epoca. Reduci dadal secondo campionato di serie B della loro storia, i granata vogliono tornare velocemente tra le grandi del nostro calcio. Ci sono giovani interessanti e qualche esperto di gran livello in quella squadra! I granata giungono quinti, davanti alla Juventus, fuori dalle coppe. L’anno seguente Mondonico guida il Torino al terzo posto in serie A e alla finale di Coppa UEFA, quella persa nel doppio confronto con l’Ajax, quella della sedia sollevata al cielo di Amsterdam, dopo il secondo legno colpito dai suoi! È forte quel Torino! Un gruppo che potrebbe giocarsi grandi titoli. Tuttavia nubi incombono sullla società granata, costretta a ridimensionare l’organico. Nel 1993, comunque arriva un trofeo nella bacheca granata e in quella personale di Mondonico: la Coppa Italia strappata alla Roma in una doppia finale ricca di gol ed emozioni! Dopo un’altra stagione di buon livello, Mondonico saluta Torino per tornare a Bergamo. Un continuo andi e rivieni professionale tra le due società caratterizza il resto della carriera di questo allenatore, diventato anche salace commentatore televisivo, dato che, ad un certo punto, qualcuno ha deciso che, quelli come lui, non sono adatti ai top-team!
Per anni ha combattuto contro la malattia del secolo, difendendosi e contrattaccando come le sue squadre, ma alla fine la “beestia” ha realizzato il goal decisivo!
In un saluto ad Emiliano Mondonico, non si può dimenticare la volta in cui da giocatore si è fatto squalificare per andare a godere di un concerto dei Rolling Stones! Emiliano Mondonico è stato anche questo!

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