L’AGENZIA EUROPEA DEL FARMACO ASSEGNATA AI “BUSSOLOTTI”: MILANO BEFFATA!

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riadattare le strutture?

L’Agenzia europea del Farmaco: QUALCHE PARAMETRO PER COMPRENDERNE LA PORTATA

L’uscita del Regno Unito dalla Comunità Economica europea porta necessariamente al trasferimento di alcuni enti che avevano sede a Londra. Tra questi l’Agenzia europea del Farmaco, per la quale si è mossa con tempestività anche Milano, reduce dal successo dell’Expo. Mai come in questo periodo la Capitale economica dell’Italia gode di tanta visibilità a livello internazionale. Non bastasse, la grande rassegna planetaria ha lasciato in eredità le strutture adatte per ospitare l’ente. Per il capoluogo della Lombardia, insomma, si trattava di un’operazione praticamente a costo ZERO, da connettere ad un sistema sanitario, il più evoluto d’Italia. Questi i punti di forza di una candidatura apparentemente blindata, per arrivare ad una struttura che, in termini di denaro, tra fondi ed indotto garantisce una cifra pari ad un miliardo e settecento milioni di euro, oltre alla possibilità di poter godere di una rete di conoscenze scientifiche di cui il nostro sistema sanitario sarebbe stato il primo beneficiario.

L’agenzia europea del farmaco: UN SOGNO SFUMATO AI “BUSSOLOTTI”

Sulla strada c’erano le candidature di Amsterdham e Bratislava. Lunedì 20 novembre il gran giorno! Cade immediatamente l’ipotesi della Capitale della Slovacchia. Due votazioni e tra Milano e la Capitale olandese permane la parità. Ecco il colpo di scena: niente estenuanti trattative, niente diplomazie al lavoro, ma l’opera della dea bendata! Il sorteggio arride al Paese dei tulipani e a Milano non rimane altro che il rimpianto! Qualcuno va direttamente con la memoria alle immagini di sette giorni prima: le lacrime del Capitano della nazionale italiana di calcio Gianluigi Buffon, che sanciscono l’eliminazione degli azzurri dal mondiale. C’è chi, giornalisticamente, arriva a mettere le due cose sullo stesso piano. Sicuramente il danno d’immagine è il medesimo ma: se nel caso dei calciatori la sconfitta arriva per demeriti, l’agenzia prende un’altra via per la mano oscura della “dea bendata”.

L’agenzia europea del farmaco: FALLIMENTO DEL SISTEMA ITALIA?

Sfortuna o demerito, fatto sta che l’Italia registra due gravi fallimenti in 8 giorni. Sarà pure un gioco, ma la mancata partecipazione della nazionale di calcio alla fase finale dei mondiali avrà ripercussioni negative su alcuni settori dell’economia, come quello dei viaggi e della vendita di elettrodomestici, senza pensare agli effetti a livello d’euforia collettiva portati da un eventuale successo! Se il mondo del pallone deve rifondarsi sin dalle basi, l’intero sistema Paese deve porsi qualche domanda per analizzare quanto accaduto lo scorso lunedì 20 novembre a Brouxelles.
È storia risaputa che per ottenere i grandi eventi e i grandi enti sovranazionali è necessario intessere relazioni tali che portino voti. Ora: com’è stato possibile non riuscire a conquistare un voto in più dell’avversario, senza giungere ad un epilogo tanto assurdo, trattandosi di decidere del destino di persone e capitali? Perché l’Italia, nazione fondatrice della Comunità Economica Europea non è riuscita a far valere il peso della storia e della tradizione?

l’agenzia europea del farmaco: UNA CHIAVE DI LETTURA OLTRE LA SFORTUNA

Riguardo a questi quesiti ci sentiamo di abbozzare un’ipotesi di risposta. Da qualche tempo il Paese sembra rifuggire i grandi eventi, adducendo e sbandierando ai quattro venti i rischi connessi, primo fra tutti la speculazione e il malaffare. Sintomatico è quanto accaduto nel caso della candidatura di Roma per i giochi olimpici del 2024, con la giunta comunale pronta a togliere l’appoggio proprio sul più bello. Per non gestire si tende a ragionare in piccolo, quasi con timore, esattamente come un atleta attanagliato dalla “paura di vincere”. Manchiamo, in pratica, della capacità di “aiutare la fortuna”, componente quanto mai necessaria nel caso in questione. Obbligatorio, secondo noi, sarà tornare quanto prima a progettare e ragionare in grande, proprio per dare un’immagine di efficienza all’estero, cercando di gestire le nostre problematiche, senza sbandierarle, soprattutto per opportunità politica.

L’agenzia europea del farmaco: MA L’EUROPA COME NE ESCE?

Se l’Italia esce con le ossa rotte dal summit del 20 novembre, cosa possiamo dire dell’Europa?
Riassumiamo: la nuova sede dell’agenzia europea del farmaco, un ente capace di generare quasi due miliardi di euro di pil (l’1 % abbondante di quello italiano) decisa a testa o croce: proprio una bella soluzione trovata da quella che dovrebbe essere la creme della classe politica europea! Questo è quanto verrà tramandato ai posteri e questo è quanto le esimie autorità continentali hanno mostrato ai tanti euro-scettici! Fenomenali nel legiferare sulle misure delle zucchine e su quelle del pescato di piccolo taglio, timorose di fronte alle normali trattative per l’assegnazione di enti importanti. Va infatti ricordato che: mentre Milano piange la mancata assegnazione dell’agenzia bancaria, analogamente Francoforte si è vista soffiare da Parigi quella bancaria, sempre per sorteggio: guarda caso nel momento in cui la Germania vive una profonda crisi politica. Morale: in quest’Europa che dovrebbe essere unitaria ed autonoma, le compagini di governo nazionale risultano ancora essenziali, altrimenti non rimangono altro che i “bussolotti”: e poi ci si lamenta del televoto!