N. 17 – ANDARSENE DA GENI: ADDIO GIANNI BONCOMPAGNI

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Andarsene da questo mondo nel giorno della Resurrezione di Cristo: solo un “geniaccio” della comunicazione come Gianni Boncompagni poteva farlo!
Avrebbe compiuto 85 anni nel mese di maggio, ma probabilmente il giorno di Pasqua risultava più originale per dare l’addio a fans e amici di una vita. Gianni Boncompagni, infatti, ha fatto dell’originalità, assieme all’innovazione e all’improvvisazione, il suo marchio di fabbrica, che lo ha portato a sconvolgere i canoni del linguaggio radio-televisivo.

GIANNI BONCOMPAGNI, la radio e Renzo Arbore

Erano gli anni Sessanta, quando in radio e Tv, imperversavano ancora i retaggi imposti dal “confessionismo”. Cercavano di farsi strada gli urlatori,sulle orme di Elvis Presley, ma le regole del “bel canto” continuavano a far da punto di riferimento. Nel 1966, assieme all’amico Renzo Arbore, Gianni Boncompagni ha la prima intuizione della sua carriera: “Bandiera Gialla”, programma radiofonico dedicato alla musica beat. Non più solo Beatles e Rolling Stones, ma nomi apparentemente sconosciuti come Aretha Franklin, Wilson Pickett, Sam and Davis entravano nelle case dei ragazzi attraverso i canali ufficiali radiofonici e non “spippolando” per cercare di captare qualche frequenza estera in onde medie!
All’inizio degli anni Settanta, sempre con l’amico Renzo Arbore, Gianni Boncompagni inventa un programma destinato a lasciare il segno anche nel gergo radiofonico. Altogradimento si risolveva in uuna carrellata di personaggi, la maggior parte inventati ed interpretati dai due, pronti a sbattere le comuni esigenze della vita quotidiana. Si tenga conto che a farla da padrone era il puritanesimo più assoluto, che additava come disdicevoli vocaboli come piedi, membro, e quant’altro! Prima del giornale radio dell’ora di pranzo, nelle radio irrompevano le loro gags, assieme a quelle di Nino Bracardi. Il comico è stato uno dei tanti personaggi scoperti e lanciati da Gianni Boncompagni, unitamente a molti musicisti nel periodo legato a Bandiera Gialla.

GIANNI BONCOMPAGNI in televisione

Non poteva mancare l’apporto di Gianni Boncompagni al piccolo schermo! Ribaditi i canoni di ironia, improvvisazione, innovamento ed originalità, lui si è specializzato nell’occupare fasce orarie assolutamente nuove. Ha iniziato nel 1977 con Discoring, programma musicale inserito all’interno del contenitore Domenica IN, diventato appuntamento fisso degli appassionatti delle sette note pop.
Negli anni ’80 diventa il re dell’ora di pranzo dirigendo “Pronto Raffaella”, con protagonistala all’ora compagna Raffaella Carrà.
Nel decennio seguente, invece, quando passerà alle reti Fininvest, monopolizzerà il primo pomeriggo dei ten agers. La ricetta è tanto semplice, quanto vincente: una banda di ragazzine sconosciute, che cantano e ballano, lui in regia e il cocktail è servito. Polemiche, maldicenze ed un pizzico di cattiveria, per una trasmissione dalla quale sono usciti molti volti vincenti, primo tra tutti Ambra Angiolini, ora stimata attrice cinematografica.

Ciao GIANNI BONCOMPAGNI

Tanta tristezza, quindi, nell’apprendere la notizia della scomparsa di uno dei personaggi storici della radio-televisione nazionale. I colleghi, molti dei quali amici, hanno posto l’accento sulle sue peculiarità. Ci piace citare Renzo Arbore, compagno di una vita, il quale chiude il suo commosso ricordo con la frase: “abbiamo fatto tutto divertendoci, ora non ci divertiremo più”! Quanto lasciato da Boncompagni, però, continuerà a strapparci un sorriso, perché il linguaggio da lui imposto, non se ne va con lui!

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