CLOSING MILAN: FINE DI UN’ERA

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather

CLOSING MILAN un tormentone che ci ha accompagnato negli ultimi due anni! Giovedì 13 aprile 2017 si sono apposte le firme che sanciscono la fine dell’era Berlusconi. Trentun anni di successi, con l’imprenditore milanese artefice massimo del cambiamento del calcio. Con lui lascia probabilmente l’ultimo dei grandi “Mecenati”. Da ora il Milan è di proprietà cinese, con quali prospettive?




Closing Milan: cosa ha lasciato?

Il tempo di una firma e tutto cambia! Con il closing Milan si chiude un’era in cui una società sull’orlo del fallimento è arrivata ad essere un punto di riferimento. 8 scudetti, 5 champion’s league, 3 mondiali per club, 5 supercoppe europee, 1 Coppa Italia e 7 supercoppe di lega sono ilbilancio di trofei in bacheca. I campioni che hanno vestito la maglia, i record conquistati e l’immagine regalata al mondo del calcio hanno fatto il resto. Per anni il Milan è stato un autentico punto d’arrivo, ma qualcosa stava cambiando negli ultimi lustri.
I grandi petrolieri russi ed arabi hanno immesso una quantità spropositata di denaro a disposizione delle società di cui sono divenuti proprietari. Per Berlusconi, precursore di molte usanze: contratti pluriennali ai calciatori e rose allargate in primis, tenere il passo è diventato impossibile.

Closing Milan: quali prospettive?

Ora la società è finita in mano di una multinazionale cinese. Nella nazione del fu Kubla Khan si stanno investendo somme impensabili nel mondo del calcio. Quindi oro in arrivo, verrebbe da pensare! Il closing Milan, invece, è stata un’autentica telenovela, fatta di misteri e ritardi. Di certo c’è una forte situazione debitoria pregressa ed un pacchetto azionario dato a garanzia di un prestito per l’acquisto.
A questo punto non si vedono quelle prospettive di ritorno ai fasti di unm passato neanche troppo lontano, promessa di Silvio Berlusconi al momento dell’annuncio dell’imminente passaggio di mano del club.

Closing Milan sensazioni del tifoso

Dato che non abbiamo fatto mistero della nostra fede calcistica in sede di presentazione, basta rileggere qui, per una volta lasciate che diamo spazio anche al nostro cuore.
Sinceramente abbiamo l’impressione che l’era Berlusconi si sia risolta in un’autentica incompiuta. Le magre degli ultimi anni, da “calciopoli” in avanti, tranne qualche susssulto, sembrano aver riportato indietro l’orologio di trent’anni, a quando si viveva di ricordi. All’epoca si riesumavano i fasti di Nereo Rocco e Gianni Rivera, ora si riesumano quelli del Milan degli invincibili! In questi ultimi dieci anni abbiamo assistito un po’ a tutto il contrario di tutto, con strategie sconfessate, nascoste da furbe dichiarazioni di facciatatese a magnificare risultati parziali, e poca lungimiranza. Per anni il settore giovanile, storicamente punto di forza della società, non ha prodotto giocatori da Milan, elemento essenziale di tutte le formazioni vincenti della storia rossonera! Giocatori arrivati come fenomeni si sono persi, mentre grosse somme di denaro sono state scialacquate per i cosiddetti volti “figurine Panini”.
A poco a poco sono svaniti i sogni di diventare la vera squadra guida del calcio mondiale: in Italia è risorta in grande stile la Juventus, più forte e credibile che mai, mentre in Europa le spagnole hanno ripreso il dominio. Ripensando all’epoppea del Barcellona, un paio di fuoriclasse inseriti in un telaio costruito in casa – l’amarezza aumenta: perchè un settore capace di regalare talenti del calibro di Franco Baresi, Billy Costacurta, Paolo Maldini, Demetrio Albertini e prima Giovanni Lodetti, Giovanni Trapattoni non ha proseguito la tradizione? Perché lasciarsi abbindolare dai grandi nomi, molti dei quali arrivati “finiti”?
Ora l’ossatura made in Milanello sembra tornata, speriamo solamente che “il made in China” non disperda questo grande capitale, per risanare le casse e per far fronte ad una situazione che, sinceramente, sembra tutt’altro che florida!

LASCIA UN Commento