LA CONCLUSIONE DEL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 2016-17

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La Juventus reagisce alla sconfitta in Super Coppa annientando le velleità d’impresa del Bologna, in una giornata in cui (non senza patemi): vincono tutte le prime sette della graduatoria e l’Empoli fa sprofondare il terzetto Palermo-Pescara e Crotone verso la serie B, riaprendo il dibattito circa l’opportunità di continuare una serie A a 20 squadre.





Col gelo a far da protagonista non richiesto, tanto da costringere il prefetto di Pescara al rinvio della partita tra i locali e la Fiorentina, adducendo a motivi di sicurezza riguardanti i tifosi sugli spalti ed il deflusso dallo stadio su strade potenzialmente pericolose, si è chiuso il girone d’andata del campionato italiano di calcio 2016-17. Molto attesa era lareazione della Juventus all’inattesa sconfitta qatariota, per la quale è svanito il primo obbiettivo stagionale. La reprimenda del tecnico Max Allegri ha sortito gli effetti sperati: reso omaggio ad Ezio Pascutti, stella del Bologna scudettato 1963-64, ora avversario a Torino, i bianconeri hanno disputato una partita volitiva, chiusa senza troppi problemi, vanificando i successi di tutte le inseguitrici più immediate: quelle convincenti di Roma ed Atalanta sul terreno del Genoa e del Chievo e quelle all’ultimo respiro del Napoli sulla Sampdoria,del Milan sul Cagliari e dell’Inter ad Udine (la quarta consecutiva per gli uomini ora allenati da Stefano Pioli). Attendendo i viola, si è già creata una profonda spaccatura tra queste squadre ed una media classifica nella quale, dopo il successo sul Palermo, può entrare anche l’Empoli quart’ultimo, con un cospicuo vantaggio sulla zona retrocessione in cui sono ora coinvolte solo tre squadre, al momento uniche candidateper i tre posti che danno “diritto” alla discesa negli inferi della cadetteria.
La prospettiva di assistere ad un girone di ritorno in cui molte squadre sembrano non aver più nulla da chiedere alla stagione, riapre il dibattito circa l’opportunità di una serie A a 20 squadre. Posto che, con ancora 19 partite in programma (per sei addirittura 20), c’è ancora spazio per rimonte clamorosi e per crolli dolorosi, la posizione dei vertici calcistici nostrani potrebbe risultare anacronistica in un quadro internazionale in cui “allargamento” sembra essere la parola d’ordine principale, alla luce della FIFA di portare il numero delle partecipanti alla fase finale del mondiale 2026 da 32 a 48.

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