LA NAZIONALE ITALIANA DI CALCIO CONTRO SPAGNA E MACEDONIA

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Ancora primi nonostante:

  • un primo tempo imbarazzante disputato nello scontro diretto interno contro la Spagna;
  • l’incredibile papera di Gigi Buffon che ha permesso il vantaggio iberico;
  • gli errori arbitrali con i quali la Spagna ha potuto terminare la partita ad uomini pari;
  • gli svarioni difensivi costati due gol in Macedonia.





  • Questa settimana la serie A è rimasta ferma per le partite delle nazionali impegnate nei gironi di qualificazione ai mondiali russi del 2018. La rappresentativa italiana, nella fattispecie, era chiamata a disputare il decisivo scontro diretto casalingo con la Spagna, la rivale più accreditata alla conquista del primo posto necessario per accedere direttamente alla fase finale del mondiale 2018, evitando l’incognita del barrage. Negli occhi ancora le immagini della netta vittoria conquistata ai recenti europei di Francia, ma il calcio iberico ha iniziato un nuovo corso, ripartendo da alcuni “mostri sacri” ancora in grado di dare molto. La conferma arriva infatti puntuale dallo svolgimento del match di Torino, con i nostri letteralmente sovrastati dal dominio territoriale (per altro fine a sè stesso) delle “furie rosse”. Nella ripresa l’episodio destinato a cambiare il corso della partita: incredibile papera di Buffon su un’uscita e vantaggio degli avversari. Sebbene scomposta, la reazione azzurra non manca: Ventura sostituisce l’evanescente Pellé (che non la prende decisamente bene) con Ciro Immobile. L’innesto ha l’effetto di una scarica d’adrenalina pura: il ragazzo si muove, sbaglia, ma tiene in costante apprensione la retroguardia avversaria, mentre l’intera squadra perde la sicumera palesata nella prima ora di gioco. A testimoniare tutto ciò il gesto di stizza dell’attaccante Diego Costa, già ammonito, quando calciava deliberatamente lontano il pallone perché fermato in azione di fuorigioco da lui ritenuta regolare. Inspiegabilmente il direttore di gara non estraeva il nuovo cartellino giallo, lasciando le squadre a uomini pari. Ormai gli azzurri hanno finalmente compreso di poter ccolpire e proprio Ciro Immobile, coadiuvato dal neo entrato ex compagno di squadra al Torino Belotti si procura il calcio di rigore trasformato da De Rossi. A questo punto si gioca per vincere: Immobile fallisce un gol e subisce anche un fallo da ultimo uomo che avrebbe comportato un’ulteriore espulsione, ma mai condizionale si rivela più appropriato per sottolineare la nuova topica arbitrale! Alla fine è pareggio, confidando in una vittoria sonora in casa della modesta Macedonia.
    Le cose invece vanno in modo ben diverso da quanto auspicato: privi dell’epurato Pellè, al quale non viene perdonata la “chinagliata”, gli azzurri soffrono, ma passano in vantaggio. Nemmeno il risultato positivo riesce a dar tranquillità: nella ripresa, quando dovrebbero amministrare cercando di colpire, due clamorosi errori a centrocampo innescano due ripartenze letali, con gli avversari che rovesciano il risultato. A questo punto torna in campo il carattere azzurro, retaggio degli insegnamenti europei di Antonio Conte e Ciro Immobile si erge ancora ad eroe della serata realizzando le reti del definitivo 3 a 2, risultato che permette di rimanere ancora agganciati alla Spagna, per un primo posto oggettivamente difficile da conquistare.

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