IL PRIMO WEEKEND DI C.T. VENTURA TRA LUCI ED OMBRE

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Una sconfitta, in casa con la Francia, ed una vittoria, in Israele nella prima partita valida per la qualificazione alla fase finale del mondiale in Russia, entrambe per 3 a 1, questo è il bilancio

del primo weekend azzurro targato Gianpiero Ventura, da archiviare tra luci ed ombre,

soprattutto per quanto riguarda la fase difensiva, punto di forza ai recenti Campionati

Europei di Francia.





Una Bari in festa ha accolto l’esordio assoluto di Gianpiero Ventura sulla panchina azzurra. Per il tecnico si è trattato di un ritorno a casa; nel capoluogo pugliese egli ha trascorso due stagioni, una conclusa con una comoda salvezza in Serie A, l’altra, invece, terminata con la retrocessione dei bianco-rossi, che tuttavia, non ha scalfito quanto di buono fatto nel campionato 2009-10, soprattutto sul piano del gioco. L’ambiente, quindi, era quello giusto per ben iniziare, contro un avversaria di rango: la Francia vice-campione d’Europa, ricca di grandi talenti ed ulteriormente ringiovanita. Riconfermati modulo ed uomini del suo predecessore, quell’Antonio Conte capace di tirare fuori il massimo da un gruppo oggettivamente poco dotato, Ventura ha dovuto fare i conti con l’assenza causa gravi motivi familiari di Leonardo Bonucci, colonna e regista difensivo, mentre decideva di inserire Jack Bonaventura alla sinistra di Daniele De Rossi, conferendo maggiore fantasia al reparto. La manovra è di buon livello, nonostante la condizione fisica non possa essere al top. A tradire è invece la fase difensiva: tre errori individuali – due dell’esperto Giorgio Chiellini ed uno del giovane portiere esordiente Gian Luigi Donnarumma – spianano la strada al successo francese, vanificando il bel gol realizzato da Graziano Pellè. L’esordio dell’ex tecnico granata termina con una sconfitta, numericamente pesante, non altrettanto sul piano del gioco.
Ora gli azzurri sono chiamati a far sul serio: c’è la gara d’esordio nel girone di qualificazione mondiale, un raggruppamento ostico, da vincere per andare direttamente in Russia, evitando il barrage; ci sarà da superare la concorrenza della Spagna, gruppo in ricostruzione, con a disposizione alcuni ottimi prospetti. Gli azzurri inizieranno in trasferta, in casa di Israele, formazione non certo di primo livello, ma già capace di far piangere qualche grande. Un impegno da prendere con le molle, quindi! Per l’occasione si riunisce al gruppo anche Leonardo Bonucci, dando maggiori garanzie al reparto arretrato. C’è tensione, con Ventura che decide di rompere gli indugi, reclamando la paternità del lavoro che andrà a svolgere, svincolandosi dal predecessore, a cui non manca di rendere i giusti meriti. Si volta pagina: sulla sinistra, ad esempio, inserisce Luca Antonelli, mancino puro, più propenso a spingere! I frutti non si fanno attendere: Graziano Pellè sblocca la situazione ed Antonio Candreva raddoppia su rigore, procurato da una splendida incursione di Bonaventura. Poco dopo mezz’ora di gioco la partita sembra ben incanalata e invece: Giorgio Chiellini commette un altro errore, dando spazio al diretto avversario, abilissimo nel beffare Gigi Buffon con un pallonetto. Gli azzurri reagiscono prontamente, sfiorando il terzo gol in chiusura di prima frazione di gara. Trascorre una decina di minuti nella ripresa e lo scenario cambia: Chiellini, ancora lui, si fa ammonire per la seconda volta: rosso ed Italia in dieci. Ora c’è da soffrire: l’avversario prende decisamente coraggio e qualcuno dei nostri, Verratti in primis perché reduce da un lungo infortunio, accusa qualche problema fisico. Gli israeliani sfiorano il gol, ma Gigi Buffon non manca di apporre la sua firma sulla partita. Quando il destino sembra compiersi, arriva come un lampo il contropiede che lancia Ciro Immobile verso il gol del 3 a 1 e della tranquillità, col tecnico Ventura pronto a sciogliere tutta la tensione accumulata. L’attaccante partenopeo sfiora addirittura il gol di un 4 a 1 esterno che potrebbe rivelarsi utilissimo in caso di arrivo a pari punti con gli iberici, a valanga sulla Cenerentola Liechtenstein. Ma va bene così: imbattibilità decennale in partite ufficiali di qualificazione conservata e vittoria, non bellissima sul piano del gioco, con qualche sbavatura difensiva di troppo, ma fondamentale in quanto conseguita su un terreno comunque insidioso.

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