SI RICHIEDE ESPRESSAMENTE BASSO PROFILO PER QUESTO WEEKEND E PER QUELLI A VENIRE!

Meno di un minuto per vedere la propria vita stravolta, il proprio passato e gran parte del proprio futuro sparire sotto le macerie di una casa, un negozio o un’officina distrutte dalla ferocia della terra, tutto questo al netto delle perdite in vite umane, la piaga principale di una guerra non dichiarata dalla natura nei confronti dell’uomo! È la realtà di fronte alla quale, dalle 03,36 del 24 agosto 2016, sono stati messi davanti gli abitanti di vaste zone del reatino e dell’ascolano, in una triste sequenza che, negli ultimi vent’anni, ha gia visto piangere l’Umbria, l’Abruzzo e l’Emilia Romagna.
Le immagini del disastro, diffuse praticamente in tempo reale, hanno suscitato viva commozione in tutti gli ambienti, pronti a lanciarsi in gare di solidarietà e manifestazioni di vicinanza con atti formali (lutto nazionale) e materiali. Nemmeno il mondo dello sport, calcio compreso, è rimasto insensibile, a partire dal decretare il minuto di silenzio prima di ogni evento e l’esposizione del lutto al braccio. Non mancheranno, ne siamo certi, i segni di vicinanza materiale nei confronti di questa gente, ma c’è un passo ulteriore che sarebbe auspicabile riscontrare a partire dalla prossima giornata di campionato: profilo basso da parte di atleti ed addetti ai lavori. Gioire per un gol con gesti non plateali, evitare scene d’isteria per un rigore non dato o per una decisione arbitrale sbagliata, lasciare da parte lunghi ed estenuanti dibattiti sul perché o il per come di un fuorigioco o quant’altro (, sarebbero azioni decisamente consone al momento. Non solo gli addetti ai lavori dovrebbero tenere un basso profilo, ma anche i fruitori: speriamo di non vedere scene di devastazione o assurde proteste di massa causate dal gioco del pallone, ad ogni livello, a partire dai campi in cui si esibiscono i ragazzini, spesso frequentati da adulti invasati, pronti a scagliarsi contro tutto e contro tutti! Siamo consci che la vita prosegue e deve proseguire, ma siamo altresì persuasi del fatto che ci sono momenti e circostanze in cui è opportuno frenare gli istinti. E chissà che, così facendo, non si inizi a generare un modo diverso di vivere gli eventi sportivi!

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