Lunedì 13 giugno 2016: LA SPAGNA SOFFRE, L’IRLANDA BEFFATA, MENTRE È GRAND’ITALIA!

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SPAGNA – REPUBBLICA CECA 1-0
87′ Piqué

CLASSIFICA: Croazia e Spagna 3; Irlanda del Nord e Repubblica Ceca 0.

EIRE – SVEZIA 1-1
47′ Olahan, 69 aut. Clark (SV)

BELGIO – ITALIA 0-2
32′ Giaccherini, 90′ Pellé

CLASSIFICA: Italia 3; Eire e Svezia 1; Belgio 0.

Nel pomeriggio la Spagna vincitrice delle ultime due edizioni del Campionato Europeo per Nazioni suda le proverbiali sette camicie per avere ragione della Repubblica Ceca, non più la fucina di talenti di qualchee lustro fa, ma pur sempre capace di un calcio di buon livello. Pure gli iberici appaiono in fase calante, ma sono pur sempre chiamati a difendere un titolo!
Poco prima dell’ora di cena Eire e Svezia danno vita ad un incontro ricco di sorprese; i britannici, considerati la formazione più debole del girone dell’Italia, mettono sotto Ibrahimovic e compagni, passando addirittura in vantaggio ad inizio ripresa. Gli scandinavi si appoggiano in tutto al proprio fuoriclasse quest’anno in forza al Paris Saint Germain, ma non sembra bastare. A poco più di venti minuti dal termine, però, una deviazione galeotta del difensore irlandese Clark consegna agli svedesi l’insperato pareggio, custodito fino al termine dell’incontro.
Arriva così il momento dell’Italia, chiamata ad affrontare il Belgio, nazionale stracolma di talenti. Sulla carta il pronostico sembra chiuso, a meno di non ritrovare improvvisamente la proverbiale sagacia tipica del nostro calcio, peculiarità ahinoi dimenticata in questi ultimi decenni da cicale. Per fortuna degli azzurri il DNA ha avuto la meglio: mentre i belgi si perdevano in una sorta di autocontemplazione della loro pallonara beltà, Buffon e compagni, ragionando da provinciale, prendevano in mano l’inerzia dell’incontro e, quando il il piccolo Giaccherini gonfiava la rete, per i “diavoli rossi” iniziava l’incubo! Provavano a mettere la i nostri, ma gli italiani si sono gente esperta nell’agire in trincea. Un paio di gol mancati, qualche buon intervento di Gigi Buffon, intervallati da qualche bel contropiede, buono per incutere un certo timore agli attaccanti, e si giungeva alle battute finali, dove il salentino Graziano Pellé finalizzava un contropiede, ridimensionandole velleità dei nostri avversari e rilanciando la candidatura ad un ruolo da protagonista del calcio italiano.
L’impresa degli uomini allenati da Antonio Conte si inserisce perfettamente nel quadro tattico di queste prime partite, dove il solo talento sembra portare esattamente al nulla!

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