LA 38a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 2015-16: HIGUAIN DA RECORD

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La “manita conclusiva” della Juventus, il record assoluto di Higuain col Napoli qualificato direttamente alla fase a gironi di Champion’s, l’inutile successo esterno della Roma contro il “Milan che fu”, il sesto posto del Sassuolo e la salvezza del Palermo: questi i temi della giornata conclusiva del campionato italiano di calcio 2015-16.





Gol, tensione e festa caratterizzano l’atto conclusivo del campionato che consegna definitivamente la Juventus del nuovo corso dei giovani Agnelli, possibile grazie al grande lavoro del general manager “Beppe” Marotta, capace di riportare ordine in un ambiente in crisi d’identità, prima d’iniziare una vera e propria leggenda sportiva. Davanti al proprio pubblico i bianconeri hanno dato spettacolo trascinati dalle giocate del giovane Paolo Di Bala,assurto definitivamente al rango di fuoriclasse e ai gol di tre difensori, reparto sul quale i bianconeri hanno fondato l’incredibile rimonta e grazie al quale Capitan Buffonha potuto iscrivere il proprio nome nel libro dei record del calcio italiano. Non è il solo: nello stesso comparirà anche quello di Gonzalo Higuain, straripante nel 4 a 0 col quale il Napoli si aggiudica la piazza d’onore a spese del Frosinone. All’attaccante argentino serviva una tripletta per strappare allo svedese Gunnar Nordahl lo scettro di re dei goleador nei tornei a 20 squadre e tripletta è stata, con una giocata destinata ad entrare di diritto in tutte le teche calcistiche. Il “Pipita” completa il dominio argentino nelle tabelle all time del nostro calcio dato che il romanista Enrique Guaita detiene il record di marcature in un torneo a 16 squadre con le sue 29 reti realizzate nella stagione 1934-35, mentre l’interista Antonio Valentin Angelillo è il re dei campionati a 18 formazioni grazie ai 33 gol dell’anno 1958-59. Ancora una volta, a piangere è il Milan, che si vede strappare un altro record, dopo che Buffon ha scalzato il nome di Sebastiano Rossi da quello relativo ai portieri più a lungo imbattuti. Fossero solo questi i problemi per la squadra rossonera! Contro la Roma hanno chiuso nel peggior modo possibile una stagione fallimentare che, finisse ora, li vedrebbe fuori dalle competizioni europee per il secondo anno consecutivo, nonostante i grandi sforzi finanziari profusi in estate. Potrebbero salvare capra e cavoli conquistando la Coppa Italia nella finale prevista per sabato venturo, ma alla luce di quanto mostrato, non si capisce come possano ambire a sconfiggere una macchina da gioco pressoché perfetta come quella juventina!
Chiude male anche l’altra milanese, pesantemente battuta a Sassuolo, in Europa League in caso di successo juventino in Coppa Italia! Gli emiliani guidati in panchina da Eusebio Di Francesco sono stati l’autentica sorpresa della stagione, con un campionato condotto sempre nelle prime posizioni di classifica e giocando un gran calcio: quella che tre anni fa sembrava una meteora, si è trasformata in una splendida realtà di provincia, alla stregua del Chievo Verona,ormai una presenza costante nel massimo campionato italiano di calcio!
In questa due giorni conclusivi si è trepidato anche sul fronte salvezza: Palermo e Carpi si giocavano l’ultimo posto disponibile per la serie A 2016-17: i siciliani affrontando in casa il Verona già condannato, mentre i carpigiani si recavano in casa dell’Udinese, matematicamente salvi da una settimana. Alla vigilia si temeva un “biscotto” nella partita di Palermo, alla luce di un meccanismo che, in caso di salvezza, avrebbe garantito agli scaligeri 15 milioni di euro in più in casse che, stando ai soliti bene informati, sembrano esangui; invecwe il Barbera è stato teatro di un match combattuto, ricco di emozioni con rigori non dati, legni colpiti dagli uomini di Del Neri ed un paio d’espulsioni, prima della festa finale degli uomini del Presidente Zamparini, consci di averla sfangata dopo una stagione in cui si è visto di tutto e di più, compresi ben otto avvicendamenti in panchina. Saluta la serie A il Carpi, nonostante il successo esterno di Udine; gli emiliani lo fanno senza drammi, così come avvenuto sette giorni prima a Frosinone, dove i locali sono usciti dal campo tra gli applausi dei propri tifosi: chissà che non si tratti di un inizio di un cambio di mentalità nel nostro calcio, dove, finora, una retrocessione è vista alla stregua di un’autentica tragedia e non come una semplice sconfitta sportiva.

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