LA 30a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 2015-16

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La 30a giornata del campionato italiano di calcio 2015-16 lascia agli annali il nuovo record d’imbattibilità per un estremo difensore, strappato al Milan degli “invincibili dopo 22 anni. I bianconeri reagiscono nel migliore dei modi alla “beffa” di Monaco di Baviera, dove per oltre un ‘ora hanno accarezzato il sogno di estromettere dalla Champion’s una delle squadre più forti del continente, respingendo nel contempo l’ennesimo assalto del Napoli trascinato da un Higuain che, a sua volta, potrebbe mettere fine ad un altro record detenuto da un milanista: il primato di reti stagionali in un campionato a 20 squadre stabilito dallo svedese Gunnar Nordahl nel 1949-50 con 35 reti.
Intanto la Roma rallenta la propria corsa, abbandonando quasi del tutto la speranza di acciuffare la seconda piazza e di entrare nella lotta per il massimo traguardo, amministrando il vantaggio in chiave preliminari champion’s su inseguitrici in chiara frenata.





Quattro minuti di gioco in un’assolata domenica di marzo e Gian Luigi Buffon entrava nella storia, stabilendo il nuovo record d’imbattibilità, stoppato da un tiro dagli undici metri a quota 974 minuti, quasi 11 partite complete. L’uomo dei record del calcio italiano (oltre 150 presenze con la maglia azzurra, tanto per gradire) si prende anche questo scettro, strappandolo al romagnolo Sebastiano Rossi, più che onesto mestierante dell’arte dello stare tra i pali, baluardo ultimo di una linea difensiva composta da fuoriclasse autentici e forse irripetibili, senza i quali, molto probabilmente tutto ciò non sarebbe mai stato possibile. Pur essendo ottimi giocatori, i vari Bonucci, Barzagli e Chiellini non possono certamente essere messi al livello dei vari Tassotti, Costacurta, Baresi e Maldini, giocatori per i quali spesso è stata invocata l’attribuzione del “pallone d’oro”. Con l’atteggiamento, la voce, la grinta e la classe, Buffon ha saputo connotare il proprio primato, degna ciliegina sulla torta di una carriera fantastica, alla quale manca solamente il successo nella Champion’s League.
Ironia della sorte, la festa per il primato segue di qualche giorno la tremenda serata di Monaco di Baviera, dove per oltre un’ora di dominio assoluto, lui e i suoi compagni ha accarezzato il sogno di entrare tra le otto grandi d’Europa, prima di crollare sotto i colpi degli uomini di Joseph Guardiola, miracolati anche da qualche clamorosa svista arbitrale. Come accaduto dopo la sconfitta di Sassuolo, punto più basso di una parabola che sembrava raccontare di un’abdicazione anticipata al trono di “Regina d’Italia”, Buffon ha fatto da autentico punto di riferimento, per una partita, il derby, sempre ricca d’incognite. Il 4 a 1 finale, pur con l’ombra di qualche errore arbitrale, sembra aver fugato ogni dubbio circa la tenuta nervosa degli uomini di Allegri, pronti a gettarsi nella volata finale inseguiti da un Napoli costantemente sul pezzo, grazie ai numeri stratosferici di Gonzalo Higuain, perfettamente in corsa per aggiudicarsi un altro record, quello detenuto da Gunnar Nordahl, riguardante il numero di gol realizzati in un campionato a 20 squadre. Le ultime due giornate sembrano aver proprio restituito alla serie A un Higuain in forma smagliante, dopo un periodo d’appannamento, pronto ad agire da grimaldello principale per scardinare le difese avversarie.
La domenica era stata preceduta dal pari tra Roma ed Inter, che, probabilmente, certifica l’uscita dei giallo-rossi dalla lotta per una delle due piazze per accedere direttamente al tabellone champion’s, mentre gli uomini di Mancini, tornati su buoni livelli di rendimento, dovranno puntare al quarto posto, utile per evitare la mannaia dei turni preliminari d’Europa League, dedicandosi così a tempo pieno ad una profiqua preparazione estiva, da far coincidere con la solita selva d’amichevoli di alto livello, assolutamente benefiche per le casse societarie.
La frenata degli uomini allenati da Luciano Spalletti e Roberto Mancini coincide con quelle simultanee di Fiorentina e Milan. Autentica sorpresa d’inizio stagione, la squadra viola sembra aver smarrita la convinzione che ne caratterizzava le prestazioni d’inizio d’anno, dando l’impressione di volersi accontentare di incamerare quello che, alla luce di quanto mostrato, sembra il risultato minimo. Lo stesso sembra valere per Il milan in chiara frenata, soprattutto dopo aver conquistato la finale di Coppa Italia, viatico per il ritorno in Europa. Le ultime prestazioni mostrano un undici svogliato, praticamente incapace di creare pericoli con continuità, al contrario di quanto mostrato fino a qualche domenica fa.
Per la società, capace di connotare gli ultimi anni del XX secolo e i primi di questo XXI, c’è senz’altro bisogno di una sterzata, per non ritornare nell’anonimato degli anni pre-Berlusconi.

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