N. 11: CIAO DUCA!

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Spesso, raccontando di pallone o di storia, amiamo riprendere il concetto manzoniano, secondo il quale le persone si dividono in due categorie: quelli che fanno la storia e quelli che la subiscono. Questo lunedì 10 gennaio 2016 è un giorno triste perché a lasciare questo mondo è una persona che, almeno nel suo settore, probabilmente è stata la storia: se ne va il DUCA, David Bowie!





Classe 1947, balza agli onori delle cronache delle sette note alla fine degli anni sessanta, iniziando una vicenda costellata di grandi successi, tutti incastonati in un quadro fatto di continua provocazione, che lo hanno reso un grande, non solo dal punto di vista sonoro, ma soprattutto di quello dell’immagine. Ogni suo disco, ogni sua copertina, ogni suo concerto è diventato un evento, perché David Bowie è artista a tutto tondo. Con la sua classe ha toccato un po’ tutti i generi, dal rock al soul, dal glamm alla disco music, conservando il suo tocco distintivo, col quale si è sempre fatto riconoscere. Mai uguale ha sè stesso, per oltre quarant’anni ha saputo rinnovarsi, al punto di permettersi di negare al pubblico la riproposizione dei vecchi brani nei concerti più recenti, proprio perché ha sempre avuto qualcosa di nuovo da dire. Non si è smentito nemmeno nell’ultimo album, lanciato, ironia della sorte, l’8 gennaio 2016, in occasione del suo 69o compleanno, un giorno prima della sua scomparsa dopo 18 mesi trascorsi a combattere contro il cancro, tanto che, sulle prime, qualcuno ha pensato all’ennesimo coupe de teatre del duca. La recita, ahinoi, è finita ed allora non resta solo che salutare e ringraziare l’uomo capace di essere “Heroe” non per un solo giorno, ma per una vita intera, nella quale ci ha raccontato di stelle, della vita su Marte, di ragazze cinesi e dello spazio infinito, quello da lui esplorato tra sale d’incisione e ppalcoscenico, diventando un modello da imitare!

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