LA 18a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 2015-16

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Inter corsara ad Empoli, ma Napoli e Fiorentina non mollano, la Juventus prosegue la sua corsa, mentre la Roma perde ulteriormente terreno facendosi rimontare per due volte dal Chievo. Nuovo stop del Milan per mano del Bologna di quel Roberto Donadoni, mai seriamente preso in considerazione dalla società rossonera, a cui ha regalato gli anni migliori della sua splendida carriera agonistica.





Alla ripresa del Campionato italiano di Calcio dalla pausa per le festività natalizie le formazioni di testa si presentano in gran forma, concentrate, per giocarsi il titolo di “Campione d’Inverno”, traguardo platonico, ma buon indicatore di quale potrà essere il futuro. L’Inter passa ad Empoli, terreno storicamente ostico, tanto più quest’anno che i toscani stanno disputando probabilmente il miglior campionato della loro storia, col solito 1 a 0; dopo cinque mesi di Serie A, possiamo ben affermare che questa è la squadra di Mancini: cinica e solida, magari non spettacolare, ma di una concretezza disarmante.
Dietro tengono il passo il Napoli, capace di vincere anche contro la tradizione che vuole i partenopei solitamente allergici alla ripresa post-natalizia, assieme alla Fiorentina, autoritaria sul terreno di un Palermo, il cui Presidente Maurizio Zamparini è stato protagonista dell’ennesimo coup de teatre. Si dice, infatti, che a stretto giro di posta avrebbe richiamato in panchina Giuseppe Iachini, lasciato immediatamente a riposo lautamente retribuito dopo le sue richieste di mercato.
Prosegue la corsa vincente della Juventus – ieri nessun problema nello sconfiggere il Verona sempre più lontano dalla salvezza, nonostante l’avvicendamento in panchina -, traguardo assolutamente alla portata dei cugini del Chievo, capaci di rimontare per due volte lo svantaggio interno contro la Roma. La partita del Bentegodi verrà ricordata in quanto decisa dalla goal-line tecnology, senza la quale il pareggio clivense, realizzato da Simone Pepe, non sarebbe mai stato visto col solo occhio umano. Il tecnico Garcia accetta a denti stretti il verdetto, conscio che la sua panchina è sempre più traballante. Lo stesso vale anche per gli altri due graziati alla vigilia di Natale: Stefano Pioli costretto ad assistere al pari interno della sua Lazio col Carpi e soprattutto Simisa Mihajlovic, impallinato ad otto minuti dal termine dal Bologna dell’ex milanista Roberto Donadoni. La formazione petroniana, corsara a San Siro, è stata l’unica ad aver beneficciato realmente dell’avvicendamento tecnico in corsa, allontanandosi progressivamente dal fondo della classifica a suon di vittorie e con un gioco convincente, quello che sembra mancare proprio al Milan, incapace di trovare una propria continuità di risultati. Non mancano le individualità di valore in casa rossonera, ma latita proprio un’idea di squadra, necessaria quando si è chiamati a far la partita e non ad agire di rimessa.

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