N. 10: MORTO LICIO GELLI, CUSTODE DI OLTRE 70 ANNI DI SEGRETI

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Segreti, complotti, potere: tutte facce di una vita vissuta al limite! Questa è stata l’esistenza di Licio Gelli, uno dei personaggi più controversi ed oscuri del II dopoguerra italiano scomparso questa notte alla veneranda età di 96 anni. Sebbene qui riferito al dato anagrafico, mai aggettivo fu più appropriato ad un uomo che per anni è stato conosciuto come “il venerabile”!




Nonostante le sue origini toscane, Ligio Gelli è nato il 21 aprile del 1919, per tutta la sua lunghissima vita rimarrà legato ad ambienti ed idieologie di destra. Già a 17 anni lo troviamo in Spagna a fianco delle truppe franchiste e del fratello, destinato a cadere in battaglia. Il lutto lascia il segno nell’animo di Gelli, il quale inizia ad identificare il omunismo come il male assoluto. Premiato da Mussolini, giura fedeltà incondizionata al regime,
che non esita a dimostrare nel II conflitto mondiale, quando si dimostra un validissimo informatore, nell’operazione che avrebbe portato in Italia parte del tesoro di Re Pietro di Jugosslavia!
Caduto il Fascismo, viene esiliato in Sardegna; lì entra in contatto con gli ambienti massonici, all’interno dei quali crea tutta la sua fortuna e il suo prestigio. I vertici ne intuiscono le grandi qualità e la capacità di muoversi all’interno della pooitica, tanto da consentirgli di organizzare un proprio gruppo, fino a rivitalizzare una vecchia loggia segreta, detta Propaganda. Nasce la P2, alla quale riesce a far affiliare eminenti personalità del mondo della politica, della finanza e delle forze armate. Tutto è visto in chiave anti-comunista: si dice esserci lui dietro al mancato Golpe Borghese del dicembre 1970, alle stragi del periodo della tensione (strage di Bologna del 2 agosto 1980 in primis), nonché ai grandissimi scandali finanziari di fine anni settanta ed inizio anni ottanta: è implicato sia nel fallimento della banca di Michele Sindona, sia nel crack del Banco Ambrosiano. Amico di Roberto Calvi, non cela le proprie teorie riguardanti l’oscuro suicidio del finanziere milanese, avvenuto sotto il ponte dei Cappuccini di Londra nel 1982, imputando il coinvolgimento dello IOER vaticano nel dissesto e nella fine di Calvi, che avrebbe dovuto finanziare Solida rnosh, il sindacato libero della Polonia, terra natale dell’allora Papa Giovanni Paolo II.
Nel frattempo è venuta alla luce la lista degli iscritti alla Loggia P2, circostanza che lo induce a riparare all’estero, in Svizzera, dove conosce il carcere tra il settembre del 1982 e il giugno dell’anno successivo, quando è autore di un’evasione clamorosa.n Più di tre anni di latitanza, ma presenza occulta nella vita pubblica italiana.
Si costituise nel 1987, ma non rivelerà mai fino in fondo tutto ciò che sapeva!
Scoppia Tangentopoli e termina un’era, nella quale ha svolto un ruolo di vero registadi complotti e manove. Ora molti di quei suoi “adepti” salgono al potere, cerccando, guarda caso, di creare quel modello politico da lui proposto al Presidente della Republica Giovanni leone.
È agli arresti domiciliari, che, incredibilmente, gli vengono revocati nel 2005, così come l’anno successivo conserva la proprietà di Villa Wamda, vero centro strategico di tutte le sue operazioni.
Con a morte di Licio Gelli tramonta la possibilità di far chiarezza su molti misteri, lasciandoci solo tanti dubbi, a partite dalla vicenda legata al rapimento di Aldo Moro, avvenuto, guarda caso, nel giorno in cui si stava realizzato il progetto di portare il PCI nella coalizione di governo. Desta sospetto che molti degli uomini preposti alla ricerca dello statista pugliese appartenessero proprio alla P2 e che, in virtù di ciò, Moro sia stato a sé stesso.
Piaccia o no, con Licio Gelli scompare uno dei grandi protagonisti dei primi settant’anni di storia della Repubblica Italiana!

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