LA 14a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 2015-16

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Comanda Napoli! È il verdetto emerso da questa lunghissima giornata-spezzatino conclusa con un Monday night di serie A di altissimi contenuti tecnici, che ha visto impegnate quattro delle prime cinque in classifica, tra cui il Sassuolo, capace di uscire imbattuto dal difficilissimo terreno della Fiorentina. A precedere il tutto: la crisi della Roma, sconfitta dall’Atalanta, la Juventus vittoriosa per la quarta volta consecutiva e il Verona malinconicamente ultimo dopo la sconfitta di Frosinone.




Venticinque anni sono trascorsi dall’ultima volta che la serie A è stata comandata dalla formazione partenopea! Anche all’ora era un argentino, Diego Armando Maradona, il più grande di tutti, l’uomo faro di un gruppo capace di cucire il tricolore sulle magliette bianco-azzurre della società campana. Poi anni difficili, con retrocessioni dolorose, un fallimento e la rinascita, lenta ed inesorabile. Ora il Napoli, guidato in attacco da un altro argentino – Gonzalo Higuain – e in panchina dalla sagacia di Maurizio Sarri, capace di razionalizzare al massimo un gruppo già dotato tecnicamente, ma dal rendimento discontinuo, guida con merito la classifica, dopo la bella vittoria del San Paolo, conquistata nello scontro diretto con l’Inter di Roberto Mancini. Dopo un inizio difficile, tra lo scetticismo dei tifosi per una campagna acquisti priva di colpi sensazionali, il tecnico ex Empoli ha trovato la quadratura del cerchio, costruendo una squadra di rara efficacia in attacco, comunque già punto di forza del gruppo già nelle passate stagioni, ma soprattutto in difesa, di rara efficacia nel panorama calcistico nostrano degli ultimi anni. La squadra, poi, ha personalità da vendere, essendo uscita vittoriosa ongi qual volta ha disputato uno scontro diretto, surclassando ed umiliando Milan e Lazio, prevalendo nettamente sulla Juventus ed aggiudicandosi due autentiche battaglie ccontro Fiorentina ed Inter, entrambe battute nel loro miglior momento di forma. Sotto il Vesuvio si vola basso, tenendo tranquillo un ambiente solitamente facile agli entusiasmi, ma il campo sta dicendo che parlare di scudetto, a questo punto della stagione, è tutt’altro che una bestemmia, come invece sostiene il buon Sarri.
Questa volta il solito gol non è bastato all’Inter di Roberto Mancini, che poco ha potuto contro la forma smagliante di Higuain, probabilmente l’unico fuoriclasse vero presente nel campionato italiano di serie A. I nerazzurri continuano a produrre poco gioco, soprattutto con le dirette avversarie, uscendo ancora sconfitti e soprattutto in dieci uomini, questo segno di nervosismo.
Questo bellissimo lunedì di serie A prevedeva l’inedito scontro al vertice tra le rivelazioni Fiorentina e Sassuolo. Ne è uscito un pareggio col quale entrambe le formazioni, sul piano pratico, conservano la loro posizione in graduatoria, ma su quello psicologico gli emiliani escono con la convinzione di poter lottare e competere contro qualunque avversario e su qualsiasi campo di gioco e questo nonostante la brutta stagione del gioiellino Domenico Berardi, spesso evanescente in campo, quando non fermo per squalifica.
Nel frattempo il resto della serie A si trovava a commentare la grave crisi della Roma, battuta in casa dall’Atalanta dopo la tremenda batosta di Barcellona, la quarta vittoria di fila della Juventus, unita al pesante successo casalingo ottenuto dal Milan nell’anticipo disputato sabato sera contro una Sampdoria lontana parente della formazione quadrata della passata stagione, alla quale Vincenzo Montella non è ancora riuscito ad imprimere il suo marchio.




In coda si fa sempre più critica la situazione dell’Hellas Verona, uscito battuto dallo scontro diretto di Frosinone, partita condizionata da un primo tempo da incubo degli uomini di Mandorlini. A questo punto la società scaligera ha deciso di tentare la carta dell’avvicendamento tecnico, chiamando Eugenio Corini, maestro in grandi rimonte, abilità mostrata per due volte quand’era alla guida del Chievo. All’impresa della matricola laziale (finisse ora il campionato i ciociari sarebbero salvi), ha fatto da paio il primo successo esterno in serie A della storia del Carpi, conquistato sul campo del Genoa, la società più vecchia d’Italia.
Questo è stato l’intenso weekend di calcio proposto da uno dei campionati più interessanti degli ultimi anni.

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