TRA CALCIO E LACRIME

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Parlare di calcio in momenti come questi risulta difficile ed anacronistico. Tuttavia la storia ci insegna che la giostra manovrata dal “Dio Pallone” ha continuato a girare pure sotto le bombe della II Guerra Mondiale”, pertanto ci sembra nostro dovere trattare quanto proposto dal week-end pallonaro, per altro condizionato dalla paura.





Mentre otto nazionali erano impegnate nel barrage decisivo per accedere alla fase finale dell’Europeo 2016, con l’esito che arride a Svezia, Ungheria, Eire ed Ucraina, le qualificate approfittavano per disputare alcune partite amichevoli di grande prestigio, tra cui ricordiamo gli impegni della Francia contro Germania ed Inghilterra, mentre i tedeschi campioni del mondo in carica, dopo l’impegno contro i transalpini, avrebbero dovuto affrontare l’Olanda, la grande esclusa dalla prossima kermesse continentale.
Sappiamo tutti cos’è accaduto a Parigi lo scorso venerdì, avvenimenti che hanno coinvolto pure lo stadio di Saint Denis. Come conseguenza, Belgio e Spagna hanno rinunciato a disputare la loro partita prevista ieri sera a Brouxelles, centro logistico nevralgico del terrorismo legato all’estremismo islamico. Non bastasse, un allarme bomba ha costretto le autorità tedesche a rinviare il match contro l’Olanda.
Anche la nazionale italiana. Mentre a Parigi si compiva il dramma, gli uomini di Antonio Conte affrontavano il Belgio sul terreno di Brouxelles, in una partita già carica di significato, soprattutto quando al 39′ le due squadre si fermavano, per commemorare le vittime della Strage dell’Heysel avvenuta il 29 maggio 1985. Sul campo, i nostri sono usciti sconfitti per 3 a 1, nonostante un buonissimo primo tempo disputato contro una squadra ricca di talento. Dopo alcuni anni di crisi, il movimento belga ha ritrovato la verve che, a cavallo tra gli anni settanta ed ottanta, ne aveva fatto un modello tattico da seguire.
Quasi tra l’indifferenza generale, gli azzurri hanno preparato la partita interna di Bologna contro la Romania. Ne è nato un pareggio per 2 a 2, senz’altro appassionante e divertente, soprattutto la prima mezz’ora della ripresa con gli azzurri protesi alla furibonda ricerca del pari, prima, e poi del possibile gol vittoria, eventualità che si sarebbe potuta verificare, se non fosse arrivato il clamoroso errore difensivo che ha consentito ai nostri avversari di uscire imbattuti dallo stadio felsineo.
La squadra, ancora una volta, ha confermato di essere viva e con molta voglia di combattere, ma cinque gol incassati in due incontri (di cui molti causati da errori gratuiti), debbono per forza far riflettere.




Ci sarà tempo per le valutazioni: ora torna il campionato, ma la nostra società è chiamata a tornare alla normalità.

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