LA 7a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 2015-16

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Il primato della Fiorentina, la gravissima crisi del Milan, la

riscossa di Roma, Napoli e Lazio, questa vittoriosa in un derby regionale contraddistinto

dalla contestazione stereo a Claudio Lo Tito, sono le istantanee di un weekend calcistico

spalmat
in ben sei fasce orarie. Riviviamolo assieme!





In campo imperversava Gabriel Batistuta, diretto dal fischio di Giovanni Trapattoni e la

“Viola” volava al comando. Poi l’infortunio al grande goleador argentino, la fuga della

spalla Edmundo a godersi il carnevale di Rio facevano svanire il sogno. Sono trascorsi

oltre tre lustri d’allora, con in mezzo un fallimento ed una risalita, aiutata anche da

alcune decisioni federali. La proprietà è cambiata: da Vittorio Cecchi Gori, al gruppo

Della Valle, capace di ricostruire l’ambiente, riportarlo nel calcio che conta e di

garantirgli la permanenza costante sul lato sinistro della graduatoria.
Quest’anno i toscani sono partiti decisamente a fari spenti, tra la contestazione dei

tifosi, scontenti per un mercato che non ha portato nessun uomo di spicco, ma un tecnico

capace di compattare l’ambiente, dare una fisionomia alla rosa, per riuscire laddove gruppi

ben più attrezzati (solo sulla carta) hanno fallito. Non sappiamo se dopo la sosta la

Fiorentina riuscirà a mantenersi a questo livello, ma al momento sta dimostrando di

essere la formazione più in forma e continua tra le venti di A.
Nel 1999 a beneficiare delle disavventure viola furono la Lazio e soprattutto il Milan

diretto in panchina da Alberto Zaccheroni e trascinato dai gol del gigantesco tedesco

Oliver Bierhof, proprio la società ideale contraltare dei viola in questa settima giornata

di campionato.
Il 4 a 0 subito in casa per mano del Napoli non è ancora sufficiente a spiegare

l’inconsistenza dell’intero progetto tecnico messo in piedi dalla dirigenza rossonera! Alla

luce dellequattro sconfitte subite in sette partite, non si può parlar e di serata storta:

la difesa ha subito almeno un gol in ogni partita, il centrocampo è praticamente

inesistentee l’attacco, probabilmente il reparto più attrezzato dell’intera rosa, fa

quello che può. I rossoneri hanno puntato su un allenatore grintoso, un “sergente di

ferro”, ma probabilmente non riesce a trasmettere la sua idea di gioco, tanto che i due

promettenti avanti, Bacca e Luis Adriano, non hanno mai tirato verso la porta partenopea.

La difesa, poi, è completamente lasciata a sè stessa da un reparto mediano male assortito,

costituito da calciatori, ne grandi incontristi, nè fini costruttori di gioco. Cotanta

lezione di calcio, è arrivata da una squadra partita letteralmente a fari spenti, con un

tecnico sulla graticola dopo tre partite, prima di una serie di risultati che accreditano i

partenopeial ruolo di grandi protagonisti.
In questa prima parte della stagione nessuno brilla per continuità: la Roma, ad esempio ha

già attraversato un momento opaco, prima di queste ultime due prestazioni caratterizzate da

ben nove reti, per non parlare della Lazio, terza in classifica, nonostante due

pesantissime sconfitte esterne. Le due formazioni
Capitoline, comunque, sono ancora lì, nella parte alta della graduatoria, pronte a

sfruttare ogni cedimento di chi le precede.
A proposito di squadre romane, proprio gli aquilotti sono stati gli inconsapevoli protagonisti dell’episodio più curioso della giornata: all’Olimpico arrivava il Frosinone, accompagnato da seimila tifosi col dente avvelenato nei confronti di Claudio Lo Tito. L’acredine nasce dalle considerazioni dello stesso, circa l’inoportunità di avere in Serie A società come Carpi e Frosinone, certamente poco attraenti sul piano del numero degli spettatori. I supporters frosinati non si sono lasciati scappare l’occasione per dire ciò che pensano del massimo dirigente laziale. Musica per le orecchie degli ultrà bianco-celesti, da sempre in guerra aperta col loro patron. La cosa si risolve con le due tifoserie schierate sulla medesima lunghezza d’onda, col povero Lo Tito, i cui atteggiamenti sono senz’altro discutibili, accerchiato, nonostante i buoni risultati conseguiti in oltre un decennio d’attività, iniziato salvando il sodalizio dal disastro finanziario.





La giornata, infine, saluta la prima vittoria in serie A del Carpi, conquistata a spese del Torino, che ha perso l’occasione di tornare da solo in vetta almeno per qualche ora.

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