LA 4a E LA 5a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 2015-16

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La fuga dell’Inter, l’ottima partenza della Fiorentina, il momento magico di Chievo, Sampdoria e Sassuolo, la resurrezione del Milan, i problemi delle Romane, i cenni di risveglio di Napoli e Juventus ed il primo storico punto conquistato dal Frosinone in casa dei pluri campioni d’Italia in carica, sono le tematiche proposte dalla 4a e dalla 5a giornata del campionato di calcio di serie A 2015-16.




Molti la paragonano all’Inter di Giovanni Trapattoni, ma guardando il rapporto reti fatte e subite, sembra di rivedere il Milan di Fabio Capello 1993-94, quello capace di frantumare tutti record difensivi, capitalizzando al massimo i pochi gol realizzati. Fa specie vedere tutto ciò in un calcio in cui viene privilegiata la fase offensiva, in una serie A reduce dal primato continentale in fatto di marcature, nonostante l’assenza di cannonieri da 50 centri l’anno, sul modello di Leo Messi o Cristiano Ronaldo. L’Inter di Roberto Mancini, estroso talento della fine del XX secolo, non incanta, ma vince e si trova già in fuga. Alle sue spalle troviamo una coppia inedita: la contestatissima Fiorentina, alla quale il portoghese Paulo Sosa sta trasmettendo tutta la sua razionalità di grande centrocampista ed il Sassuolo, provinciale assai ricca di talento, con un punto di vantaggio su un terzetto di grandi rivelazioni. Chievo, Sampdoria e Torino sono in ottime condizioni psico-fisiche, con energie sufficienti per rialzarsi dopo una sconfitta. È accaduto così che il Chievo ha reagito all’immeritata sconfitta interna contro l’Inter battendo il Torino reduce dalla grande vittoria della scorsa domenica conquistata contro la Sampdoria, a sua volta capace di battere la Roma, questa in chiara difficoltà, dopo il pareggio interno col Sassuolo e la sconfitta di Genova. I giallo-rossi della Capitale sono accreditati come la principale candidata allo scudetto, stando agli ingenti sforzi economici profusi in estate, ma non sempre la somma dei talenti crea il giusto totale della chimica necessaria per creare un gruppo vincente. Sulle rive del Tevere, però, se Sparta piange, Atene certo non ride. La Lazio, vittoriosa in casa col Genoa, vive un momento non certo felice: la mancata qualificazione alla Champion’s e le nove reti incassate in due trasferte, hanno insinuato nella critica e tra i tifosi seri dubbi sulla reale consistenza del gruppo e, soprattutto, sulla reale capacità di gestirlo del tecnico Stefano Pioli.
Le due giornate appena disputate consegnano un Milan vincente, pur con i dubbi provocati da una difesa dai numeri imbarazzanti. Bacca, Luis Adriano eed il sin qui rinato Balotelli sembrano garanzia di gol e spettacolo, ma dietro si palesa una grande incapacità nel gestire l’ottimo lavoro degli avanti a disposizione di Mihajlovic.
Pure Napoli e Juventus sembrano aver imboccato la strada del risveglio: i campani con la roboante vittoria interna sulla Lazio (che faceva seguito alla cinquina di coppa rifilata ai belgi del Cercle Bruges), mentre i “vice campioni d’Europa” hanno mosso la classifica vincendo stentatamente a sul campo del Genoa, per poi concedere il primo storico punto in serie A al Frosinone. Dopo quattro stop consecutivi, probabilmente solo il più grande tra i sognatori avrebbe potuto pensare di strappare punti in casa della Juventus, ma il “Dio Pallone” riserva queste ed altre sorprese.




Questa è la situazione in vista di una giornata in cui è previsto lo scontro al vertice tra Inter e Fiorentina, mentre Napoli e Juventus si scontreranno per designare chi, tra le due, potrà guardare al futuro con una certa tranquillità, quella che, a vedere dalle prime battute di questo campionato, sembra non avere l’Udinese, ma in Friuli, in questi ultimi vent’anni, sono stati capaci di far fronte a situazioni ben peggiori, uscendone sempre a testa alta, grazie ad un’organizzazione societària da club di primissimo livello.

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