GRAND’ITALIA PER INCORONARE LE REGINE!

“le disgrazie non vengono mai sole”! Recita un celebre detto popolare che il mondo dello sport, attraverso logiche spesso tutte sue, sembra aver voluto stravolgere per la gioia di tutti. Così l’incredibile ed inattesa finale di Tennis del Master di New York, tra la brindisina Flavia Pennetta e la tarantina Roberta Vinci non rimane l’unica soddisfazione di un weekend da ricordare!




Sabato 13 settembre 2015 è una data destinata a rimanere nella storia dello sport italiano: Flavia e Roberta, due tenniste pugliesi, si trovano una di fronte all’altra, divise da una rete alta poco più di un metro, reggendo in mano una racchetta, pronte a disputarsi la finale di un torneo. Non si tratta però di una sfida tra circoli, ma sono sul cemento più famoso del mondo, quello del mitico Flushing Medow, pronte a contendersi gli US. Open, una delle quattro tappe del Grand Slam. Flavia ha già assaporato il gusto di una sfida simile, perché lei è già arrivata una volta all’atto finale nella “Grande Mela”. Anche Roberta, dal canto suo, non è nuova a questa esperienza, ma lei i grandi risultati li ha ottenuti in coppia, al fianco di Sara Errani. Ora è lì, ventiquattr’ore dopo aver fatto piangere la gigantesca Serena Williams, a due soli passi dalla conquista del Grande Slam, ossia tutti e quattro i maggiori titoli in palio. Due italiane in finale, roba da non crederci, noi che, fino ad un paio di lustri fa, vedevamo i nostri tornarsene a casa dopo la prima settimana (quando andava bene) in tornei simili, vivendo dei ricordi dei successi dei vari Panatta e Barazutti, dopo di che: il nulla! Ora, dicevamo, in uno dei templi mondiali della racchetta, ci sono due ragazze italiane. Il successo arride a Flavia Pennetta, quasi un fatto di puro ordine alfabetico, sensazione confermata anche dal lunghissimo abbraccio al termine del match, per altro con poca storia!
Come accennato in apertura, questo non è stato altro che il piatto forte di un weekend di sport ricchissimo di soddisfazioni: nel pomeriggio il sardo Fabio Aru dava spettacolo sulle ultime salite della Vuelta d’Espana, schiantando i diretti avversari ed ipotecando la passerella di Madrid, evento puntualmente verificatosi, regalando al ragazzo il successo nella terza corsa a tappe più importante del mondo. E dire che per la sua squadra le cose non sono iniziate nel migliore dei modi: il suo Capitano Vincenzo Nibali, assoluto dominatore del Tour 2014, si faceva beccare con le mani nella marmellata, in qquanto aggrappato all’ammiraglia per rientrare in gruppo dopo una caduta, con relativa espulsione dalla corsa!
Mentre la Puglia festeggiava le sue due eroine e mentre la Sardegna esultava per il trionfoiberico di Aru, Valentino Rossi, pur non talgiando il traguardo per primo, festeggiava un ottimo piazzamento nel GP. motociclistico di San Marino, col quale aumenta il proprio vantaggio in classifica su Jorge Lorenzo.
La serata di domenica 13 settembre, poi, ha regalato il belo successo nella nazionale italiana di Basket, a spese d’Israele, col quale gli azzurri di Pianigiani accedono ai quarti di finale della manifestazione, altro passo verso una possibile medaglia, necessaria per poter andarsene l’anno prossimo in Brasile a giocarsi un posto nella storia partecipando alle Olimpiadi di Rio de Janeiro!




Questa, per sommi capi, la cronaca di una festa continua, con tanti e tanti protagonisti, con il tutto esaurito al derby di Milano a far da ciliegina sulla torta. Purtropo, non sono mancati i motivi di dispiacere: a 33 anni Flavia Pennetta annuncia il suo ritiro a fine stagione. Naturalmente si sprecheranno gli inviti ad un ripensamento, ma nel tennis si tratta di un’età di tutto rispetto, nella quale inizia la parabola discendente. Già la regina di Parigi Francesca Schiavone lascerà l’agonismo, mentre Sara Errani e Roberta Vinci, le altre due protagoniste di questa età dell’oro del tennis italiano in gonnella (ma in assoluto) non sono certo di primo pelo. Dietro? Alcuni maschietti, per altro in attività da anni e qualche donzella capace, di tanto in tanto,
di farsi strada in qualche torneo minore. Alle viste non ci sono altri fenomeni come le quattro citate. Vale un po’ in tutto lo sport: solo Fabio Aru è ben lontano dalla soglia dei trent’anni, quindi con una carriera ancora tutta da scrivere!
Sinceramente non vorremmo dover ricordare per troppi anni il weekend del 12 e 13 settembre 2015!

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