1A GIORNATA 2015-16

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Partenza con i botti del nuovo campionato italiano di calcio 2015-16: Juventus, Milan e Napoli sconfitte, Roma bloccata sul pari a Verona, mentre l’Inter passa a fatica!

Una volta la serie A era definito il “campionato più bello del mondo” per la presenza dei migliori fuoriclasse in circolazione, o almeno il “più difficile”, per l’equilibrio regnante pressoché in ogni partita. L’esodo di molti grandi calciatori, con altri che tutto pensano forché varcare le Alpi verso Sud, ha fatto venir meno il primo dei due assunti e lo strapotere Juventus di queste ultime quattro stagioni, con record frantumati, fa altresì vacillare la seconda convinzione.
La giornata d’apertura della nuova edizione della Serie A, invece, sembra riportarci indietro negli anni, a quando nulla era scontato. L’Udinese che passa in casa della Juventus, il Sassuolo che batte il Napoli e la Roma che arranca in provincia, a Verona, richiamano ad atmosfereormai inusuali per noi. Allora ci troviamo a parlare della netta vittoria della Sampdoria sul Carpi esordiente, del successo esterno del Torino ssul Frosinone, l’altra debuttante assolut a nella massima divisione e della secca vittoria esterna del Chievo sul terreno dell’Empoli.
Risulta altresì che solo la Fiorentina, tra le cosiddette grandi, possa dormire sogni tranquilli, uscita com’è trionfante contro un Milan piccolo piccolo, dal gioco totalmente inesistente e, come non bastasse, con idee alquanto confuse su come far ripartire un ciclo degno di quella che, fino a qualche giorno fa, era la squadra più titolata al mondo. Della dirigenza capace di andare a scovare grandi talenti non è rimasta che l’ombra: da qualche stagione Galliani e co. insistono nel propinare ai tifosi sbiaditi uomini copertina, con riciclaggi vari, buoni per un richiamo alla nostalgia, senza operare seriamente laddove è realmente necessario.
Un discorso aparte meritano Inter e Lazio: gli uomini di Roberto Mancini hanno faticato più del dovuto prima di avere ragione della resistenza dell’Atalanta, creando alcune buone occasioni da gol, frutto per altro dei colpi dei singoli. La Lazio, dal canto suo, ha offerto una buona mezz’ora di calcio, passando per due volte sul Bologna, per poi “tirare i classici remi in barca”, inconsapevolmente con la testa a Leverkusen, crocevia essenziale della stagione: passassero indenni questa serata, accedendo ai gironi di champion’s, gli aquilotti potrebbero guardare con ben altri occhi al proseguo della stessa, contribuendo a diminuire il gap sulla Germania per tornare presto ad avere quattro rappresentanti nella massima vetrina continentale.

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