N. 2: 25 NOVEMBRE 2014

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L’esito delle elezioni in Emilia Romagna e Calabria apre il dibattito, ma non si discute su chi ha vinto o chi ha perso, ma sul fatto che più di sei italiani su dieci hanno deciso di non esercitare il proprio diritto. Tra l’altro, per la prima volta nella storia, al sud si vota più che al nord.




Quanto accaduto dovrebbe far riflettere tutti quanti: stiamo parlando di una regione dove i votanti erano il 90 % degli aventi diritto. In vent’anni la cifra è più che dimezzata. Questa volta si tratta di uno sciopero, una protesta, ma il messaggio arriverà chiaro? A giudicare dalle prime reazioni non si direbbe: chi ha vinto si tiene il risultato e non va tanto per il sottile. E come dargli torto? Alla fine in un sistema democratico contano i numeri e i non votanti non costituiscono partito. Semmai vanno a rinforzare proprio la classe di potere che vogliono combattere. E’ un altro avventino, e sappiamo già com’è andata a finire novant’anni fa!
Mentre si dibatteva, Genoa e Palermo completavano l’ennesima giornata-spezzatino a cui siamo ormai abituati. Contro i siciliani, i rosso-blu allenati da Gasperini hanno mancato l’occasione di agganciare il Napoli in 3a posizione.