A VERONA ERANO CORI RAZZISTI FANTASMA!

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Nella settimana del disastro di Juventus e roma in Chanpion’s League, dell’uscita di scena di Massimo Moratti dall’Inter, di cui rimane un semplice azionista di minoranza e dell’aggressione dei tifosi napoletani a squadra e tecnici dopo la sconfitta di Berna, culmine di un lungo momento di crisi, si è consumato (praticamente nell’indifferenza generale) il pasticciaccio delle sanzioni comminate all’Hellas Verona, per cori razzisti nei confronti del giocatore del Milan Muntari.




Qual’è la novita? Ci si chiede, trattandosi di un deja vu nella razzista Verona! E invece? I primi a rimanere vasiti per le decisioni del giudice sportivo sono stati proprio il Milan e Muntari stesso. La sentenza – come di prassi – deve essere emessa sulla scorta del rapporto stilato dai tre commissari federali preposti, i quali, con riferimento ai minuti 30′ e 41′, riferiscono di cori e scimmiottamenti rivolti al giocatore nigeriano, ispirati esclusivamente dal colore della pelle. In realtà si sente solamente un florilegio di fischi nei confronti di un avversario ched enlla partita dell’anno, stava letteralmente dominando, con grande delusione dei tifosi di casa. Giova ricordare a tutti che, fin dal 20 maggio 1973, quando si consumava una delle più grandi beffe della storia della serie A, l’incontro col Milan è il più sentito dai tifosi cresciuti all’ombra dell’Arena.
La sentenza arriva nella città scaligera come una bomba: due giornate di chiusura alla curva per cosa? Naturalmente la società, dopo un’opportuna conferenza stampa, presenta ricorso d’urgenza. Reagiscono pure le autorità cittadine: la giunta comunale, riunitasi in fertta e furia, denuncia i tre consiglieri federali per procurato danno d’immagine. Troppe volte a Verona è stata appiccicata l’etichetta di città razzista, per le intemperanze di alcuni pseudo-tifosi dell’Hellas contrari a vedere giocatori neri vestiti di giallo-blu, omettendo di ricordare la pacifica presenza di atleti di colore nelle altre realtà sportive locali di altissimo livello, Chievo in primis!
La sentenza provoca pure la reazione del Milan, pronto ad intervenire ufficialmente in difesa della società veneta, ingiustamente colpita, presentandosi all’appello. A questo punto, alla commissione non resta altro che sconfessare l’operato dei tre commissari federali, sospendendo la sentenza. Resta l’ulteriore brutta figura di una struttura, il cui vertice è appena stato inibito per le medesime ragioni, a causa di frasi pronunciati e tranquilamente ritrovabili in rete!
Non crediamo che il nostro calcio abbia bisogno di figure simili!

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