“BUON COMPLEANNO GINETTACCIO” BY VINCENZO NIBALI

Il 18 luglio, per il ciclismo italiano, non è un giorno come gli altri: è il compleanno di Gino Bartali – “Ginettaccio”, una delle icone dello sport nazionale. Quest’anno, in particolare, ne ricorre il centesimo anno della nascita. Da qualche stagione però, è diventato una ricorrenza triste; il 18 luglio 1995, infatti, il giovane Giancarlo Casertelli, campione olimpico a Seul, perdeva la vita sulle strade del Tour de France. Quasi a voler onorare le due leggende, una per risultati conquistati, l’altra suo malgrado, il siciliano Vincenzo Nibali, già capoclassifica della competizione, compie un numero nella prima tappa alpina della Grand Boucle, rafforzando ulteriormente il suo primato. Parigi è sempre più vicina e a lui non resta che amministrare il bottino, ma nello sport non si può mai dire.




Comunque vada, Vincenzo Nibalirappresenta uno dei pochi raggi di sole in un movimento sportivo capace di regalare ben poche soddisfazioni, soprattutto nelle discipline più amate. La nazionale azzurra di calcio è uscita con le ossa rotte, mentre l’altra nazionale, quella rossa targata Ferrari, è lontanissima dalle posizioni di vertice di un mondiale di Formula UNO stradominato dalla Mercedes. Non bastasse, è uno dei pochi maschietti capace di contrastare il predominio delle ragazze a livello di risultati. Pensiamo al tennis, dove le varie Sara Errani, Roberta Vinci e Flavia Pennetta tengono alto l’onore di un Paese che sembra aver poco da ofrire, ricordando sempre che, l’ultima edizione dei giochi invernali, si è conclusa con un desolante ZERO nella casella delle medaglie d’oro conquistate.
Tlornando agli auguri particolari fatti a Bartali, chissà se Nibali, quando negli ultimi chilometriscattava creando il vuoto dietro di sé, ha sentito lo spirito di quel giorno di luglio in cui Bartali, dominando più o meno le stesse salite, contribuiva a scongiurare una guerra civile in Italia, sconvolta dall’attentato a Palmiro Togliatti! L’eventuale successo al Tour 2014 non scongiurerà nessun conflitto interno (per fortuna non ne stiamo vivendo uno) ma servirà a dare un po’ di fiducia al mondo dello sport.

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