COSA RIMARRÀ DI QUESTI MONDIALI 2014

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Parafrasiamo il titolo di una celebre canzone scritta alla fine degli anni Ottanta dall’artista fiorentino Raf, per tracciare un bilancio del campionato mondiale di calcio appena concluso.
COSA RIMARRÀ?

  • Certamente i gol, tanti! E molti di questi di pregevole fattura;
  • la vittoria finale della Germania, al momento la formazione più continua, capace di adattarsi ad ogni situazione, dando spettacolo quando ne ha avuto l’opportunità – quattro gol al Portogallo del grande Cristiano Ronaldo e sette ai padroni di casa del Brasile – e di soffrire quando è stato necessario, come nelle partite con le africane Ghana ed Algeria, trovando le risorse necessarie a risolvere le situazioni;
  • le lacrime, sia dovute agli infortuni – primo fra tutti quello alla stella brasiliana Neymar -, sia quelle causate dalle eliminazioni, come avvenuto, ad esempio, nella semifinale stravinta dai tedeschi contro la nazionale ospitante.
  • Proprio da quest’ultimo evento, destinato certamente ad entrare negli annali della storia del calcio, partiamo per dare un senso al titolo di questo articolo. Confessiamo che, durante quei sei minuti in cui la Germania faceva a pezzi non solo una squadra di calcio, ma il sogno di un’intera nazione, la mente ha iniziato a correre avanti ed indietro: indietro fino al 1950, quando toccò all’Uruguay di Schiaffino e Varela la sorte di infrangere un sogno, causando una vera tragedia nazionale! Il timore ci è venuto, sinceramente, di rivedere scene simili, ma qualche rassicurazione ci è arrivata ripensando a come questa nazionale è stata sempre vista dalla critica locale, non certo tenera nei confronti di Scolari, accusato di aver costruito una nazionale di mediani. Nel ’50, invece, tutti erano concordi nel considerare quella squadra il meglio che ci fosse in circolazione a livello terracqueo! Quasi immediatamente, però, il pensiero, però, ha cominciato a correre in avanti, vedendo le lacrime degli spettatori, gli stessi che hanno pagato una fortuna per assistere a quello scempio e, gli stessi, almeno in molti casi, che pagheranno il conto per opere pubbliche, in alcuni casi nemmeno iniziate. Al momento dell’assegnazione della Coppa del Mondo, la popolazione s’aspettava una manifestazione capace di portare coppa e ricchezza e invece sono rimasti solamente debiti e delusione, con il saldo positivo registrato solamente dalla FIFA e la coppa volata in Germania. Come già accennato in un altro articolo, per il Brasile non è finita: ci sono le Olimpiadi di Rio, o si tapperà qualche buco, oppure saranno altri debiti!

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