CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

ROMA – AVELLINO 5-1: LA RESURREZIONE DI ROBERTO PRUZZO

Roma, intanto, si prepara ad un evento alquanto insolito: nella notte tra il 10 e l’11

febbraio la città si sveglia sotto un metro di coltre bianca. E’ la nevicata più

abbondante degli ultimi cento anni. L’evento non conpromette lo svolgimento della gara di

coppa Italia dei giallo-rossi, in quanto sono impegnati sul terreno di Bergamo. Milan e

Juventus sono chiamate alla rimonta per evitare una clamorosa eliminazione.

COPPA ITALIA – RITORNO 8i DI FINALE -: mercoledì 12 febbraio

1986

ATALANTA – ROMA 2-1

JUVENTUS – COMO 1-1

LR. VICENZA – SAMPDORIA 2-2

MESSINA – TORINO 0-2

MILAN – EMPOLI 1-1

PADOVA – INTER 1-2

PISA – VERONA 2-0

UDINESE – FIORENTINA 1-0

La Coppa Italia saluta Juventus e Milan. Massimo Bonini per i bianco-

neri e Paolo Rossi per i rosso-neri impattano la rete della gara d’andata, ma entrambe

subiscono il medesimo destino grazie ad un’autorete di Brio per il Como e ad un gran gol

della mezz’ala Della Monica sul terreno di San Siro. Tutto sembra andare storto per il

Milan, sempre più alle prese con la paura del fallimento societario. Berlusconi pare aver

rinunciato ad acquisire il club che or sembra interessare ad una cordata presieduta dal

consigliere Gianni Nardi, uomo estremamente vicino a Gianni Rivera.

La serata qualifica anche Roma, Verona e Fiorentina.

Mentre su campi praticamente innevati si svolge questa serata di coppa, a Sanremo prende

il via una nuova edizione del Festival. Per quattro giorni la musica è la regina assoluta

delle cronache di un evento che, grazie al lavoro di Pippo Baudo, sempre più signore e

padrone della Televisione di stato, sembra tornare agli antichi fasti. Vince Eros

Ramazzotti con Adesso tu. Dietro al giovane cant’autore romano si classifica Renzo Arbore

con Il clarinetto seguito da Marcella Bella con Fuori di testa. Per il “ragazzo nato ai

bordi di periferia” è il lancio definitivo verso una carriera che pochi artisti italiani

possono vantare. La sua voce nasale, caratteristica accentuata col passare degli anni, può

piacere o non piacere, così come le canzoni contenute nei dischi, ma Ramazzotti rimane uno

dei pochi capace di fornire prestazioni eccellenti, soprattutto dal vivo, dalle quali

traspare un’anima rock tenuta sopita.

Con i nuovi hit sanremesi pronti per essere mandati in radio, prende il via la sesta

giornata nella quale spicca il derby di Torino.

21a GIORNATA: domenica 16 febbraio 1986

Como – Milan 1-1

62′ Borgonovo (CO), 88′ Icardi

Inter – Bari 1-0

69′ Altobelli

Juventus – Torino 1-1

25′ Laudrup (JU), 87′ Zaccarelli

Lecce – Atalanta 2-1

52′ Stromberg (AT), 56′ e 75′ Pasculli

Napoli – Fiorentina 0-0

Pisa – Udinese 0-0

Roma – Avellino 5-1

15′ Pruzzo rig., 27′ Diaz (AV), 58′, 70′, 88′ e 90′ Pruzzo rig.

Sampdoria – Verona 0-0

CLASSIFICA:

Juventus 33; Roma 30; Milan e Napoli 25; Inter e Torino

23; Fiorentina 22; Sampdoria e Verona 20; Pisa 19; Atalanta e Como 18; Avellino 17;

Udinese 16; Bari 15; Lecce 12.

Due giocatori ormai rotti a qualsiasi esperienza calcistica diventano

gli assoluti protagonisti di giornata.

Contro l’Avellino, sul terreno dello stadio Olimpico si consuma la

completa resurrezione del bomber Roberto Pruzzo. “O rei di Crocefieschi,” così come veniva

chiamato da giovanissimo, vive la giornata perfetta per un attaccante, entrando nel club

ristrettissimo di coloro che, nel campionato italiano, hanno realizzato cinque reti in una

gara. L’ultimo è stato un certo Kurt Hamrin più di vent’anni prima. In un periodo

d’estrema penuria di attaccanti italiani di grande valore – Pruzzo è probabilmente l’unico

vero “animale” d’area di rigore in circolazione. Dato il suo grande stato di forma, se ne

chiede l’utilizzo anche in maglia azzurra.

La grande giornata del bomber romanista è completata dall’esito del derby di Torino:

mentre il giocatore confeziona l’impresa più bella della sua carriera, a Torino l’esperto

Renato Zaccarelli pareggia la rete iniziale di Mickael Laudrup portando la Roma a sole tre

lunghezze di ritardo. A questo punto il campionato sembra riaprirsi clamorosamente in

vetta, in chiave zona Uefa e anche in coda. Con la terza vittoria interna consecutiva e

trascinato da un Pasculli finalmente ambientatosi nel campionato italiano (per lui ci sono

ben 5 reti nelle ultime sei partite) anche il Lecce può giocare le sue carte per rimanere

nella massima divisione.

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